ATTUALITÀ

Luca Traini davanti alla Corte d’Assise

Strage aggravata e tentato omicidio plurimo

Maurizio Verdenelli
MACERATA/Udienza fissata il 9 maggio. Depositata la perizia psichiatrica. Per il difensore sarà possibile chiedere il rito abbreviato. Intanto Innocent fa nuove ‘rivelazioni’ al suo legale.



Luca Traini sarà processato in Corte d’Assise a Macerata il 9 maggio. Imputato di strage aggravata dall’odio razziale (non esiste il tentativo in quanto si tratta di un reato di pericolo e si considerano le azioni per metterlo in atto) e tentato omicidio plurimo. Inoltre dovrà rispondere di porto abusivo di armi e danneggiamento alla sede del Pd (il partito si è costituito parte civile) e degli altri esercizi commerciali presi di mira.
 La Procura ha chiuso in tempi record il caso del ventinovenne tolentinate che la mattina del 3 febbraio scorso ha sparato, ferendole, a sei persone di colore in un raid attraversando con la propria ‘alfa 147’ nera le vie di Macerata per poi consegnarsi a due carabinieri avvolto dal tricolore ed inneggiando ‘L’Italia agli Italiani’ lungo la scalinata del Monumento ai caduti. La vicenda è arcinota ed ha varcato confini nazionali ed europei, raggiungendo i cinque Continenti, America e Cina con variegati commenti e suscitando anche moti di incredibile solidarietà da Francia e Sacramento (Usa): Traini, tolentinate, lo scorso anno candidato per la Lega alle comunali di Corridonia, ha raccontato al magistrato che quella mattina mentre si preparava per andare in palestra era stato ancora una volta colpito alla radio dalla ricostruzione della terribile morte di Pamela Mastropietro e dalla notizia che in Tribunale si stava celebrando l’udienza per la convalida del fermo di Innocent Oseghale. Una decisione sembra presa all’istante, quella di armarsi con la sua pistola Glock per uso sportivo e portarsi a Palazzo di giustizia per tentare di colpire Oseghale, attualmente detenuto (come lo stesso Traini) a Marino del Tronto. Il forte servizio d’ordine intorno all’indagato (uno dei tre) del caso Pamela aveva fatto desistere il ‘lupo’ –autodefinitosi così anche dal tatuaggio. Purtroppo non del tutto dal desiderio conclamato di ‘vendetta’. Da qui il terribile raid destinato a scuotere l’opinione pubblica del Paese inserendosi poi addirittura, post voto, nell’analisi dei politologhi.
L’avv. Giancarlo Giulianelli richiederà il giudizio abbreviato collegandolo ad una richiesta di perizia (giudiziale) psichiatrica. Intanto la Corte d’Assise presso il Palazzo di Giustizia di Macerata (che mai come stavolta appare inadeguato strutturalmente) si prepara ad un processo con prevedibili fortissimi effetti e ripercussioni: mai come il 9 maggio il capoluogo di provincia marchigiano tornerà al centro della cronaca. Attesi cronisti delle maggiori testate nazionali ed internazionali.
Nei giorni scorsi Innocent Oseghale ha fornito in carcere al suo avvocato Francesco Matraxia nuovi particolari sul caso Pamela. Il giovane nigeriano ha detto al difensore di aver lasciato la diciottenne romana, in casa, insieme con Desmond Lucky e di essersi allontanato per circa quattro ore: aveva ricevuto una telefonata (c’era chi gli avrebbe richiesto marijuana). Rientrato a casa in via Spalato, avrebbe trovato il cadavere della ragazza già disarticolato in dieci pezzi, all’interno dei due trolley.
Per il perito settore, c’è da dire, la disarticolazione del corpo della diciottenne romana sarebbe stata opera ‘scientifica’ (così definita dal dottor Mariano Cingolani) che avrebbe impegnato più persone per più di quattro ore. Tuttavia in questo caso, dove tuttora manca il movente, l’inchiesta della Procura appare molto più complessa di quella che, chiusa rapidamente, porterà Traini davanti alla Corte d’Assise il 9 maggio. Per illuminare davvero l’omicidio di Pamela, indispensabile resta il responso dei Ris.
17/03/2018 20:07:40

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