POLITICA

Come volevasi dimostrare

Zio Nele (M.A.)
Questa citazione, così ricorrente, i latini l’adottarono in ‘illo tempore’ (a quel tempo), ben lungi dall’immaginare che avrebbe ottenuto un così largo successo, presso i posteri. “Quod erat demostrandum”, ovvero ‘come volevasi dimostrare’, sta appunto ad evidenziare con quale inevitabile frequenza, certi fatti, nel nostro caso misfatti, tendano a ripetersi; soprattutto in politica.

I risultati delle ultime elezioni politiche, ci ha consegnato un quadro della situazione nazionale, come sempre, aberrante. Non vi meravigliate per il termine che ho usato, ci sta tutto, e a ragione. Mi basterà, a tal proposito, farvi constatare come, la possibilità di un esecutivo credibile sia già un ostacolo, per coloro che avrebbero, in virtù di una vittoria innegabile, i numeri per ‘disfarsi’ dei detriti degli altri schieramenti; schieramenti i quali, ben conoscendo l’idiosincrasia che pervade i due maggiori contendenti politici (seppur su qualche punto siano espressione di un sentimento comune), riescono ancora a fare i ‘bulli’; “perché, credevate che in circolazione ci fosse solamente quello ‘toscano’?”

Ed ora, restiamo in attesa, per vedere cosa saprà inventarsi il nostro ‘impavido Ivanhoe’ (l’emerito presidente della Res-pubblica) per risolvere una contesa... così spinosa. Nel frattempo, molti ‘reduci e veterani’, hanno pensato bene, in virtù della bontà della nuova legge elettorale – ‘ad personam‘ da preservare – di salire sul B-29 del Parlamento per essere ‘paracadutati’ (è questo il mio personale punto di vista sul significato del termine) negli insediamenti previsti, cui i seggi assegnati han fatto dono.

L’elenco degli sconfitti che hanno un seggio va dalla Boldrini a Minniti, passando per Franceschini e Paragone, malgrado la sconfitta all’uninominale.

La presidente della Camera (dei deputati), Laura Boldrini, candidata per Liberi e Uguali a Milano, è arrivata quarta nell’uninominale ed è stata ripescata con il proporzionale. Stessa sorte per il ministro uscente dei Beni Culturali, Dario Franceschini (PD)... in alra regione. Ha, infatti, perso nel collegio uninominale della sua Ferrara, ma è stato eletto in Emlia-Romagna per il proporzionale.

Ma sicuramente il ‘tonfo’, di cui maggiormente abbiamo udito il rimbombo’, è stato quello del ministro dell’Interno Marco Minniti (PD), candidato per la Camera nel collegio uninominale di Pesaro, è arrivato addirittura terzo, con meno del 28 %, ed è stato sconfitto anche da Anna Maria Renzoni (31,5 %) del centro-destra. Va comunque in Parlamento grazie al seggio-paracadute in Veneto.

Per la cronaca, in quel di Pesaro ha vinto, con il 34,8 %, Andrea Cecconi, del Movimento 5 Stelle, che risulta coinvolto nella questione dei mancati rimborsi e che dovrà rinunciare al seggio.

Ma ecco ancora, di seguito, gli altri noti paracadutati sconfitti:

– Pietro Grasso, Presidente uscente del Senato, torna in Parlamento grazie alla candidatura nel proporzionale. La sua sconfitta, nello scontro diretto a Palermo, è stata netta.

– Roberta Pinotti, la ministra della Difesa, terza nel collegio di Genova, sarà in Parlamento eletta come capolista nel proporzionale in Piemonte.

– Gianluigi Paragone, candidato per il Movimento 5 Stelle, ha perso nel collegio a Varese, ma è stato eletto con il proporzionale. Non è invece andata altrettanto bene alla iena Dino Giarrusso.

– Matteo Orfini (PD) ha perso nel suo quartiere a Roma, ma è stato eletto con il proporzionale.

– Maurizio Martina (PD) è stato eletto in Parlamento solo con il proporzionale.

– Nella catastrofe di Liberi e Uguali, dove sono caduti molti nomi famosi (anche Massimo D’Alema è fuori dal Parlamento), riesce invece a rientrare Pierluigi Bersani, battuto con solo il 4 % a Verona nell’uninominale, recupera il posto con il proporzionale.

- Sandra Lonardo Mastella (Lady Campania), tradita dalla sua Ceppaloni che premia il Movimento 5 Stelle, entra però in Parlamento grazie al listino blindato: eletta sia a Napoli sia a Benevento in Senato.

– Michaela Biancofiore, sconfitta a Bolzano nell’uninominale da Maria Elena Boschi, è risultata eletta nel proporzionale a Piacenza per Forza Italia.

– Valeria Fedeli, ministra uscente dell’Istruzione, sconfitta a Pisa nell’uninominale, viene eletta in Campania.

– Lucia Annibali, l’avvocata colpita con l’acido, candidata con il PD a Parma, è stata sconfitta nell’uninominale. Il proporzionale l’ha salvata in Veneto.

– Vittorio Sgarbi, in quota Forza Italia, subisce una pesante e cocente sconfitta nel confronto con Luigi Di Maio, nell’uninominale di Acerra (Napoli). Il critico d’arte si è salvato, ancora una volta, in Emilia-Romagna, eletto grazie al listino proporzionale del collegio di Modena e Ferrara.

– Gregorio De Falco (M5S), il capitano della Marina che urlò al comandante Schettino di risalire a bordo durante il naufragio della Costa Concordia, viene scon-fitto a Livorno nell’uninominale. Va in Parlamento, ripescato con il plurinominale.

– Debora Serracchiani, presidente della regione Friuli Venezia Giulia in quota PD, viene sconfitta nell’uninominale, ma eletta nel proporzionale.

L’elenco fin qui stilato, appartiene all’ordine dei ripescati, ma non si possono certa- mente dir migliori cose per coloro che hanno vinto senza onore riconosciuto; la lista che segue è dei candidati ‘rifugiati-politici’ per previsto crollo del proprio schieramento:

Maria Elena Boschi (PD), a Bolzano (con un po’ di fantasia, potreste riconoscerla in un mio precedente articolo, del 6 marzo 2018);

Paolo Gentiloni (Presidente del Consiglio, PD), nel suo collegio romano;

Pier Carlo Padoan (ministro dell’Economia, PD), ha rischiato la sconfitta a Siena contro il leghista Claudio Borghi (35,54 contro 33,35 %);

Beatrice Lorenzin (ministra della Salute uscente, Alternativa Popolare, già NCD), in quel di Modena;

Graziano Delrio (ministro uscente delle infrastrutture, PD), nella sua Reggio Emilia;

Pierferdinando Casini (nato democristiano, sostenuto dal PD), a Bologna;

Emma Bonino (radicale storica con Pannella, ora ‘+Europa‘), Senato di Roma.

E dopo la visione di questo immutabile quadro alla Dorian Gray, la domanda che mi pongo, ma che vorrei ognuno di noi si ponesse, è: siamo tutti così facilmente corruttibili ed in vendita, per qualche oncia di turpe vanagloria, e di profitto personale? Abbiamo veramente abiurato qualsiasi Cicerone, o probo Catone uticense, o addirittura Socrate, vessillo di un’onestà intellettuale, e politica, da far tremare i polsi? Allora sono senza valore questi 25 (venticinque) secoli di cultura ereditata! E ancora, a cosa serve quella base di “istituzione normativa e sociale” che risponde al nome di ‘Etica’? Il cui principale espletamento si realizza nel limitare il desiderio del singolo individuo per... un più diffuso benessere nella possibilità di autorealizzarsi.
15/03/2018 18:47:17

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