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Domande choc sulla fine di Pamela: “Esistono a Macerata tali macellatori?”

Rivolte al veterinario, direttore del Mattatoio comunale di Macerata.

Maurizio Verdenelli
Intanto il Tribunale del Riesame di Ancona ha respinto la richiesta di scarcerazione per i due nigeriani. E Salvini attacca sul caso migranti il sindaco Carancini




Desmond Lucky e Lucky Awelima restano in carcere a Montacuto (Ancona). Lo ha deciso oggi il Tribunale del Riesame di Ancona cui i legali dei due nigeriani si era appellati chiedendo la scarcerazione dei loro assistiti, coinvolti nella morte di Pamela Mastropietro. Resta in cella anche Innocent Oseghale, a Marino del Tronto (Ascoli Piceno). Intanto è stata smentita oggi dalla Procura di Macerata – la notizia che era apparsa nei giorni scorsi, come i nostri lettori sanno- della presunta intercettazione avvenuta nel corso di un colloquio in carcere tra Innocent e la sua compagna, l’italiana Michela P. Il giovane nigeriano, stando a questa ‘voce’ lanciata dalla trasmissione ‘Quarto Grado’ - si sarebbe addossato la responsabilità della morte di Pamela:  “Innocent Oseghale non ha confessato niente, in realtà” ha detto hai giornalisti oggi il procuratore capo di Macerata, dott. Giovanni Giorgio. Dalle risultanze peritali, un’uccisione con almeno due colpi di coltello al fegato, ma attualmente Oseghale è indagato solo per occultamento e distruzione di cadavere.
Intanto chi non ha visto l’ultima puntata della trasmissione di Gianluigi Nuzzi, dopo aver lanciato critiche all’inchiesta (“vergognosa”) che provava come a Macerata fosse possibile in 60 secondi acquistare eroina, è il sindaco Romano Carancini. Che, richiesto dai cronisti locali, sembra non voglia in ogni caso aderire all’invito a partecipare in studio argomentando le critiche all’inviato di ‘Quarto Grado’, Remo Croci, protagonista della clamorosa investigazione. “Porte aperte per lui!” aveva esclamato Nuzzi rivolto al primo cittadino maceratese. Ma lui non verrà.
Carancini è pure nel ‘mirino’ di Matteo Salvini che lo ha attaccato sul suo profilo social, riguardo all’accoglienza dei migranti in città. Non si dovrebbe meravigliare, il sindaco –ha scritto in buona sostanza il leader del Carroccio- se la Lega ha acquisito anche per questo così tanti voti anche a Macerata. Eletto deputato, come noto, il treiese Tullio Patassini e dopo tante tornate elettorali (dove la pattuglia maceratese risultava sempre nutrita se non addirittura affollata) il capoluogo non ha espresso parlamentari eletti, uscita di scena l’ex vicesindaca, la renziana Irene Manzi.
Tornando al caso Pamela, la mamma Alessandra, la nonna Giovanna Rita Bellini e lo zio, l’avv. Valerio Marco Verni, presenti nei giorni scorsi a Macerata, hanno intanto collocato due ceri (uno a Casette Verdini nel luogo del rinvenimento dei due trolley ed uno in via Spalato) in altrettanti ‘stazioni’ del calvario della ragazza. Della cui vicenda i mass media nazionali ed internazionali hanno sviscerato ogni particolare. Certe volte anche superando qualche chiaro limite. Come quando qualche collega in riferimento allo smembramento del corpo di Pamela, ha chiesto al direttore del Mattatoio comunale di Macerata, il veterinario dottor Gianni Cammertoni, se fosse a conoscenza di ‘macellatori’ capaci di poter operare con tale professionalità -secondo il perito settore dottor Marino Cingolani: evidentemente, aggiungiamo noi, non solo sulle bestie ‘da macello’ che rappresentano il nostro cibo quotidiano.
12/03/2018 22:07:53

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