STORIE

"L'Aconcangua team" rilancia: appuntamento sul Kilimangiaro

Marco Ribechi
La prossima missione sarà sul Kilimangiaro con il titolo di cittadini onorari di Monte Cavallo. Non passa la febbre da scalata ai tre esploratori dell'Aconcagua Experience Team nonostante non siano riusciti a raggiungere la vetta del monte più alto del Sudamerica. Ora Marco Capodacqua, Roberto Pellegrini e Giovanni Dall'Armellina guardano alle terre d'Africa per ottenere quella soddisfazione assaporata solo in parte. Il gruppo, partito per l'Argentina con lo scopo di portare in alto il nome della provincia di Macerata colpita dal sisma e del suo Comune più piccolo (pure dell'intera regione marchigiana) Monte Cavallo, pur avendo fallito l'obiettivo principale non mostra delusione ma solo la consapevolezza che non sarà l'ultimo tentativo. «La bandiera della provincia l'abbiamo lasciata a 6.300 metri, circa 700 metri più in basso della vetta - spiega Giovanni Dall'Armellina - per ora abbiamo trovato degli sponsor per attaccare il monte più alto del continente nero. In Argentina è stata un'avventura bellissima, abbiamo assaporato il vero spirito di aggregazione e reciproco sostegno, sono stati momenti duri ma ci siamo anche divertiti molto».

Meno divertente è stato il viaggio per Roberto Pellegrini che ha accusato malori durante il tentativo di concludere l'impresa: «Non ero riposato, venivo da un periodo di stress lavorativo e di poche ore di sonno - spiega Pellegrini - già dai 4mila metri ho patito molto, Giovanni è addirittura stato costretto a portare il mio zaino. La disidratazione, la stanchezza e le condizioni climatiche proibitive mi hanno messo al tappeto». Sul monte i tre hanno trovato un paesaggio quasi lunare, fatto di spazi immensi e fortissime escursioni termiche. «Nei giorni che abbiamo attaccato la vetta purtroppo sono morti due esploratori e due koreani sono stati soccorsi con un principio di congelamento - continua Dall'Armellina - a quelle pressioni, con solo il 42% di saturazione d'ossigeno, diventa complicato anche bere perchè si rimane senza fiato. Di notte non si dorme perchè ogni mezz'ora ci si sveglia di soprassalto per mancanza d'ossigeno. Abbiamo anche capito cosa vuol dire nutrirsi con efficacia. Siamo partiti senza esperienza, ora abbiamo imparato molte cose».

L'obiettivo di far parlare delle Marche e di Monte Cavallo però è stato raggiunto: «Siamo finiti sulla prima pagina di giornali importanti  e in tv- spiega Pellegrini - anche domani uscirà un articolo sul giornale di Mendoza. Il console italiano si è impegnato a organizzare una colletta e poi faranno una mostra con le nostre foto». Il presidente della Provincia Antonio Pettinari, che ha ospitato la conferenza stampa del team così come 'all'andata',  si è complimentato con l'iniziativa dei ragazzi che gli hanno restituito la bandiera logorata dal viaggio. Quasi commosso Pietro Cecoli, sindaco di Monte Cavallo: «Il nostro paese si sta già muovendo per assegnarvi la cittadinanza onoraria, ve la siete meritata. Poi organizzeremo un evento, una festa, per celebrare il vostro ritorno». Ma sull'idea di partecipare alla prossima missione il sindaco dribbla scherzando: «Non posso assentarmi dai miei doveri istituzionali».

Intanto il team (ormai famoso in Argentina: il quotidiano Los Andes di Mendoza gli ha dedicato un ampio servizio, vedi foto) è stato accolto
a Montefano (Macerata) dalle maestre Cristiana Rimini, Luisa Filipponi e Stefania Bellesi e dagli scolari della scuola primaria Olimpia, classi 3a e 3 b (foto). Capodacqua, Pellegrini e Dell'Armellina hanno raccontato, con l'ausilio di foto e video, la loro settimana 'particolare' a tu per tu con il Gigante delle Americhe: l'Aconcagua, secondo nel mondo tra le montagne, alla catena himalayana degli ottomila.
10/03/2018 01:15:51

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