STORIE

QUANDO NAPOLEONE " INQUINO' " LE PROVE

Guido Garufi
La Storia rovesciata. Le cinquecento carte ‘sequestrate’ dal Bonaparte in occasione del Trattato di Tolentino. Un mistero fitto come quello della residenza maceratese della madre dell’Imperatore ormai definitivamente sconfitto.




In un nuovo libro scritto a quattro mani con Enzo Fusari, Simonetta Torresi  prosegue il suo accanito e passionale lavoro di segugio, di talpa, di investigatrice su “fatti e misfatti della storiografia”.  Il titolo sembra atonale, normal: Dal trattato di Tolentino all’Unità d’Italia. E fino a qui niente di nuovo. Ma facciamo un passo indietro, a mo’ di esempio: se Lorenzo Valla non avesse scoperto ( carte alla mano) che la donazione di Costantino era un falso ( una vera balla), tutti avremmo pensato al contrario circa i rapporti tra la Chiesa e il resto del mondo. Il Valla dimostrò il contrario.
Ora osserviamo alcuni passaggi, quasi come una giallo. Quando Napoleone Bonaparte “entra” in Italia, beh, non c’è chi non sappia che fece un bel “sacco”, una sorta di “rapina” o “sequestro” di tanti beni, dall’arte, all’oro,di “reliquie” e  persino la Madonna di Loreto fu “rapita” e poi ricollocata.Ma fin qui può andare. Ma perché portò via con se ben 500 (dicasi cinquecento)  manoscritti in lingua latina? Quale urgenza urgeva nel cuore dell’Imperatore?  Cosa c’era scritto in quei “fogli” oggi irrintracciabili? Si avverte che a quei tempi Putin non era nato e neppure si parlava della CIA. Ma le sparizioni documentali la dicono lunga, e anche troppo, circa il vizio di voler “cancellare” la storia, o almeno, un pezzo di essa.
Proseguendo si viene a sapere qualcosa di più.
Nel 1815 Murat viene sconfitto a Tolentino e subito dopo si chiude di Congresso di Vienna. Napoleone parte per Sant’Elena. Ma ecco le domande? Ed inoltre come mai, questa volta nel 1814, e precisamente l’11 maggio, dalla “Francia”, Josep Fresch insieme alla sua sorella uterina, Letizia Romualdina, madre di Napoleone , si stabiliscono a Macerata?
Insomma, Napoleone è “punito”, sta in esilio, eppure tutti, ma proprio tutti, “concedono” a figli, nipoti, zii, e chi più ne ha più ne metta, di stabilirsi agevolmente e comodamente nelle Marche.
Qualche nome: Girolamo il fratello risiede a Palazzo Buonaccorsi, l’altro fratello Luciano a Senigallia, la figlia della sorella di Napoleone si sposa ad Ancona.
Il  giallo storico, non isterico, può continuare.
Per ora, e per proseguire nelle prossime puntate, sarà necessario sapere che Napoleone era Ascolano.
Ma questa è un’altra storia.
21/12/2017 09:50:56

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