POLITICA

Patassini e il Modello Macerata

ELETTI. Per il deputato della Lega niente effetto Pamela e Traini

Maurizio Verdenelli
“Effetto Macerata? No, per la precisione Modello Macerata. Grazie al quale conquisteremo alle prossime votazioni in calendario tutte le Marche. I casi Traini e Pamela non ci hanno aiutato come si insinua da qualche parte. Una prova? A Perugia la Lega ha raccolto lo stesso 20% di Macerata. A dare slancio al mio partito è stata la scelta di rivolgersi a candidati che conoscono il territorio. Io treiese, ho fatto il liceo a Macerata dove ho moltissimi amici e mio padre, Umberto, perugino di origine, è stato medico presso l’ospedale cittadino”.
E’ un ‘fiume in piena’ l’on. Tullio Patassini, bancario (“ma farò il deputato a tempo pieno”) moglie, due figlie (una di nove anni; l’altra di 7 si chiama Costanza ricordando uno dei patroni di Perugia) che ha bruciato sul collegio Macerata-Osimo i suoi competitors, due cavalli di razza come Daniela Tisi, M5S e la grande speranza del Pd: l’ex rettore di Unicam, Flavio Corradini. L’onorevole ha convocato ieri i giornalisti al piano superiore di un noto bar del centro mentre nel loggiato sottostante venivano ‘avvistate’ la mamma e la nonna di Pamela, Alessandra Verni e Rita Giovanna Bellini, arrivate da Roma a Macerata.
“Sarò a disposizione di tutti, a Macerata sono stato a palazzo comunale ad assistere ai lavori del Consiglio e ieri al mercato settimanale sono ritornato ad incontrare i miei amici ambulanti. Uno di loro mi ha inorgoglito dicendomi: ‘Ero sicuro che ti saresti rivisto…nonostante l’elezione”.
Patassini, assessore alla Cultura per nove anni nei due mandati della giunta di Luigi Santalucia a Treia (successore, poi predecessore di Franco Capponi) e negli ultimi tempi Grand’Ufficiale dell’Ordine Equeste del Santo Sepolcro e delegato della Monopolia di Fermo, parla anche e soprattutto di sanità in riferimento ai punti nascita soppressi ad Osimo e San Severino Marche. E promette ‘battaglia’ a Montecitorio dove oggi prenderà contatto- dice- con l’Emiciclo.
“Non sono certo un paracadutato da Roma –insiste- Su Marche Sud candidati erano la ministra Madia (l’avete vista?) e il premier Gentiloni (avete avuto modo di scambiare una battuta quando è venuto, mordi e fuggi, a Macerata?). Inoltre ad Urbino in lista come noto c’era Marco Minniti. A Macerata visto una volta sola dopo il caso Traini. La gente è stufa del Palazzo e dei soliti Nomi altisonanti: ha fatto bene il vescovo Marconi a sottolineare la necessità di un collegamento maggiore tra gli eletti e gli elettori e della necessità che i primi conoscano realmente le problematiche del territorio. Macerata ha bisogno davvero di poter essere rappresentata con efficacia, senza più pannicelli caldi”.
Ha sentito Salvini?
“Non ancora”.
Si è congratulato con lei il suo ex sindaco Santalucia?
“Ho ricevuto centinaia di sms, li devo vedere ancora tutti…”.
Ad attendere l’on. Patassini saranno non solo problemi del territorio ma pure una situazione politica locale ostica (Carancini e Pugnaloni, sindaci di Macerata e Osimo, sono fedelissimi di Renzi): la speranza che si trovi la collaborazione giusta perché le popolazioni non soffrano per altre competizioni di tipo partitico.
09/03/2018 07:35:08

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