POLITICA

‘Politiche’ 2018: “le promesse promosse”

lo Zio ‘Nele (M. A.)
L’illusione è sempre la più forte delle tentazioni (aforisma dell’autore).

I giochi... sono fatti? Assolutamente no, ma ciò che emerge marcatamente, da questa tornata elettorale, è la risposta, discretamente incoraggiante, di una partecipazione al voto superiore alle più tristi aspettative della vigilia.

Questo pseudo-risveglio delle coscienze, si deve, essenzialmente, a due fattori, scatenati dalla mancanza di risposte; risposte che, la palude politica degli ultimi venticinque (25) anni, in questo paese, non ha mai saputo fornire, seppure per i problemi più semplici che non comportassero un ‘consiglio’ extra-nazionale.

– Il primo è la protervia di coloro che pretendevano, e pretendono, di servirsi dei privilegi che un incarico politico concede, per attuare sfacciatamente il proposito dell’arricchimento personale. È più forte di loro, non riescono mai ad interessarsi dei bisogni della comunità, bisogni per i quali vengono eletti.

– L’altro, è quel diffuso senso d’insicurezza che ormai circola imperante sull’intero territorio nazionale; vuoi per l’indigenza che affligge buona parte della popolazione, vuoi per l’afflusso migratorio su questo paese che, senza alcun controllo, accentua il disagio di smarrimento di fronte ad un pericolo, reale o immaginario.

E', fra tutti gli schieramenti in lizza, soltanto due hanno saputo interpretare, correttamente, questo evidente umore popolare: il movimento pentastellato e la Lega Nord (ormai, potete anche chiamarla del centro-nord).

Non ha vinto il populismo, come l’opinione pubblica del luogo comune tenta di farci credere, e non ha vinto il comico ligure, nella disputa.

Di sicuro, hanno perso le altre due grottesche figure della Commedia dell’Arte (questi sì sono due veri comici politici): Stenterello, la maschera di Firenze (nella fattispecie il Bullo Toscano), ed il Demagogo di Arcore, prelevato, per l’occasione, dal Museo Nazionale delle Cere. Nel contempo Colombina Etruria, la madonna aretina, ha pensato bene di rifugiarsi in quel di Bolzano (dubito che l’idea le appartenga, data la sua insipiente tracotanza), in attesa di apparire per nuovi miracoli.

Tutti gli altri partiti, cosiddetti, rappresentano soltanto le molliche (alcune più grandi, altre meno) che rimangono sul tavolo alla fine del pasto: o vengono variamente raccolte per esser poi mangiate, oppure si disperdono nell’aria quando ‘sgrullano’ la tovaglia dal balcone. Ed ora, aspettiamo trepidanti la formazione di un ennesimo, nuovo esecutivo, nella speranza che faccia meno male degli altri. Per ora, le ‘buone promesse’ sono state promosse.

Martedì, 6 marzo 2018
06/03/2018 22:45:06

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