POLITICA

M5S primo partito ma la Lega alla Trump è la vera sorpresa

Umbria/Analisi del voto. Per il Pd uno scenario anche sulle prossime scadenze elettorali

Maurizio Verdenelli
La notte buia del feudo rosso, ormai ex ed adesso terreno di coltura della Lega più ancora dello stesso M5S, risultato alle urne primo partito ma lontano con il suo 27% dalla percentuale record del 32% nel Belpaese. Si arrendono le rocche rosse umbre, che hanno fatto la storia politica della regione, non vengono eletti un sottosegretario di Stato come Bocci ed un ex ministro come Damiano che arrivano addirittura terzi nei rispettivi collegi. E' la notte più amara del partito egemone che ebbe in Pietro Conti, l'uomo più vicino ad Enrico Berlinguer, primo presidente della Regione, poi deputato, infine sindaco nella 'sua' Spoleto (pur avendo residenza con la famiglia a Perugia in via XX Settembre) l'icona più luminosa dal dopoguerra a poco fa. Una sconfitta pesantissima, una rotta autentica. Umbria in mano dunque ad una Lega trumpiana in grisaglia che ha saputo parlare alla 'pancia' degli umbri, stanchi dai problemi irrisolti della sicurezza e dell'immigrazione e per una ricostruzione post sisma che non parte completamente, ed in mano al M5S riuscito, con Luigi Di Maio (come Matteo Salvini, il leader grillino ha battuto in lungo ed in largo il 'Cuore verde' d'Italia) a catturare i consensi del ceto medio. Risultato: su due elettori, uno ha scelto Lega o M5S. Qualche dato? La Lega, in Umbria, ha tracimato come uno tsunami con un dato monstre superiore alla sua già mostruosa media nazionale: 20%, quasi doppiando Forza Italia (all'11%) mentre buona la performance di Fratelli d'Italia al 5%. E il Pd che nel 2013 era al 32% è adesso al 25%. Male anche gli alleati: anche per loro il 'forno' è stato cruento, per Insieme e +Europa. Un pò meglio Leu anche se lontano dai risultati attesi alla vigilia: insieme il partito di Grasso e quello di Renzi non fanno lo stesso Pd, quello di cinque anni fa.
Lo scenario si allunga ora anche alle prossime scadenze elettorali. Quelle comunali del biennio 2018/2019 e quelle regionali del 2020. Già cinque anni fa la governatrice uscente, Catiuscia Marini, aveva faticato (non più del previsto, tuttavia) per aver ragione sul filo di lana del suo competitor di centro destra, grazie anche all'impegno di uno staff particolarmente scelto. Mentre già Perugia, oppressa dalla microcriminalità e dal mediaticissimo caso Meredith, aveva dovuto per la prima volta, dal dopoguerra, abbassare la sua tradizionale bandiera rossa eleggendo un sindaco di centrodestra.
05/03/2018 21:14:37

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