ATTUALITÀ

Ma il Re è nudo (e totalmente)

Pamela e gli altri

Guido Garufi
Nessun titolo mi sembra migliore di questo per parlare di una tragedia turpe e disumana, una tragedia che non tocca solo il  cuore, ma tocca soprattutto il senso della civiltà, ci fa interrogare sulla nostra cultura, cultura che troppe volte noi stessi bistrattiamo ritenendola magari un dato acquisito e per nulla approfondendo, come dovremmo fare, il senso delle nostre radici, della nostra società europea ed italiana più in particolare, la quale, volenti o nolenti, rimane ed è un punto di riferimento centrale per tutta l'Europa.
Si potrà dire tutto di noi, di un PIL che va male, della corruzione, di uno Stato spesso allo sbaraglio, ma non si potrà mai negare che noi siamo i figli di un Umanesimo profondo che costituisce i nostri Natali, la nostra paternità e maternità. Questioni che non si possono barattare. Questa premessa per parlare del fatto accaduto a Macerata alla giovane Pamela, nel mentre impazzava il revolver di Luca Traini che sparava su uomini neri ferendoli. Questo secondo evento ha come “coperto” il primo, lo ha mimetizzato, lo ha quasi totalmente esorcizzato. Grande, anzi, enorme,  è stato il silenzio nei confronti di una ragazza su cui è stato compiuto uno dei delitti più efferati: squartata, ridotta a pezzi,chiusi ermeticamente e come  in due valigie.  Sembra un horror ma così non è, è accaduto a Macerata nella città che sta sulla collina" distesa come un vecchio addormentato, la noia l'abbandono, e il niente sono la tua malattia, paese mio ti lascio e vado via". Questa  araldica  e bellissima canzone di Jimmy  Fontana è un quadretto idillico melanconico che non c'è più, non c'è più neppure quella dolce malinconia, tutto sommato, c'è il caos più totale, c'è la tribalità più bestiale, c'è l'assurdità più assurda. Alessandra Verni, la mamma di Pamela Mastropietro, è apparsa di recente in molti studi televisivi, tesa, ovviamente tesa, ma sempre nervosamente attenta ad inviare il messaggio centrale, quello che non dice solo "voglio la giustizia per mia figlia", ma quello che in molti modi la mamma ci ha fatto capire, vale a dire la domanda indiretta: dove sono le istituzioni? Come mai tanta disattenzione? Com'è possibile che sia avvenuto tutto questo? Chi è che copre certi delitti? Tutto questo indica  che l'allerta è alta se il Ministro degli Interni Marco Minniti ha voluto Antonio Pignataro a dirigere la questura di Macerata per un’investigazione più analitica che vada probabilmente oltre il delitto di Pamela. Perché la mafia nigeriana esiste, e c'è chi lo sa, ma nessuno parla, nessuno, ben oltre qualche chiacchiera da bar. L’ assurdo in questa tragedia sta poi nel fatto che esiste una seconda copertura od oblio, poiché il ragionamento che si faceva dalle parti politiche, e non solo, era più o meno questo: Pamela  si trovava in un centro di riabilitazione e quindi stava male, ed uscendo in qualche modo se l'è voluta la morte, perché in certi circuiti la morte è certa ed alcuni passaggi sono obbligatori. Certamente, i tre arrestati I.O., D.L. e L.A risultavano, nella prima versione, come personaggi pirandelliani, nessuno parlava (tuttora). Il delitto, anzi la storia di straordinaria macelleria era avvenuto in un bell’appartamento ampio e panoramico, in un interessante ed elegante quartiere di Macerata. Ma poiché Pamela era drogata, si diceva, probabilmente sarà morta per questo e i quattro ‘dell'Ave Maria’ (tre arrestati ed un indagato a piede libero A. A: tutti si dicono estranei all’omicidio) si saranno presi una dose d'ansia e di panico... per questo non hanno chiamato nessuno perché magari qualcuno avrebbe potuto fare domande sullo spaccio, ad esempio.
Questa tesi è andata avanti per un bel pezzo mentre sulla strada si affrontavano ben altri problemi che incombono, si fa per dire, sulla Repubblica. Fascisti e antifascisti, è giù botte da orbi, mentre mazzate e bombe chiodate colpivano la Polizia. A proposito di fascismo perché non rileggere le pagini illuminanti sul tema di Pasolini, quando sosteneva che il nuovo Fascismo non era quello “storico” ma si chiama “consumismo”  (questa si che è una bella pezza che ci porta fuori dal troppo seminato…)  Mentre Pamela restava esiliata nel suo limbo purgatoriale indistinto, e se qualche lacrima usciva qualcuno, anche i più benevoli, commentava tristemente (e impotentemente) : purtroppo era una tossicodipendente e sicuramente nell’appartamento si era fatta una dose letale. Meglio non parlarne dunque, parce sepulto. Invece proprio in questi giorni ‘hanno parlato’ i risultati tossicologici che hanno escluso categoricamente l’overdose, anche se pare che la ragazza abbia assunto eroina. No, Pamela era ben viva, anzi, quando è stata colpita con più di due fendenti al fegato ed un colpo alla testa, Dunque è stata uccisa: omicidio non overdose. Quello che è venuto dopo è un teatro che riguarda la criminologia ma anche soprattutto l'antropologia, come bene coraggiosamente in tv e in varie interviste Alessandro Meluzzi ci ha voluto dire. Meluzzi è stato coraggioso perché ha reso il Re Nudo, totalmente nudo e smascherato. Ci sono delle civiltà che hanno riti, anche oggi, da noi neppure pensabili. Ma per loro sezionare  un corpo, anche con una certa tecnica, tagliare alcune parti, è una liturgia. Sembra assurdo e pazzesco, ma è così e ce ne dobbiamo rendere conto se meglio vogliamo comprendere noi stessi e gli altri e far riferimento, magari, a quell'idea di cultura, dico quella europea e quindi italiana, di cui ho parlato e sulla quale cade la dimenticanza tanto quanto l'oblio di Pamela, mentre strombazzano” le funeste voci della Gazzette” (Leopardi) ancora sui cortei e via sbadigliando. Certo se uno insorge e dice che è venuta l’ora  di arginare, anche con la forza, intervenire, bene se uno dice o teorizza questo, significa che non è" civile", anzi non è buono, perché si sa, bisogna essere buoni, sempre più buoni. Sembra che la “bontà” sia diventata una “categoria” della politica, come quella della “governabilità”  La linguistica insegna come esistano delle tecniche abbastanza usate che per motivi di stile ed educativi, non chiama più il cieco cieco ma non vedente, il povero  bensì non abbiente, inabile il diversamente abile. Non dico che questo non sia giusto, ma ritengo che vi sia ben oltre la necessità di un linguaggio soft o come ormai stancamente si ripete “politicamente corretto” qualcosa di più pesante. L'eliminazione di termini "sostanziali" ci ha sempre di più allontanato dalla verità e dalla sofferenza, dalla nostra stessa sofferenza e dalla visione oggettiva della Sofferenza degli altri. Con questa ipnosi, con questo cloroformio, con queste dosi industriali di Valium che da quasi venti anni vengono somministrate, indubbiamente vi è il sonno della ragione. E quando la ragione dorme arrivano i mostri, i nuovi mostri.. non quelli omerici ma quelli reali, tra predatori  e mafie nigeriane, con tutto il danaro che vi corre e scorre  dentro. Ma quando c’è di mezzo il danaro, tutto  tace. Come insegna ‘don Lisander’ Manzoni: “Sedare e sopire, sopire e sedare, reverendissimo Padre Provinciale”
02/03/2018 15:56:53

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