POLITICA

Tiresia dice che il Gioco è stato scoperto

Mai come oggi la retorica e la mistificazione linguistica servono il potere

Erodoto
Abbiamo richiesto al nostro ‘corrispondente’, il grande storico Erodoto, una seconda valutazione sulla attuale tensione politica in Italia, in vista delle prossime elezioni.
Nel ringraziare la testata che mi ospita relativamente al tema enunciato , vale a dire la tensione politica veramente stressante che accompagna le vostre elezioni, ringrazio anzitutto perché mi consente un nostalgico e verificabile ricordo ai miei tempi, a fatti e atti che trovo fortemente simili. Quando la Grecia, la mia grande Grecia cade in crisi, parallelamente cambiano i “pensatori” ed entrano scendono , anzi, per dirla con la vostra  lingua “ scendono in campo” i Sofisti. Per questa nuova scuola di linguisti ( e di retori) la verità è costruibile con il linguaggio, il linguaggio è ciò che domina e deve dominare la politica. La verità come fatto in se non esiste, essa è plasmabile e modificabile dal linguaggio che è il solo a decidere quale debba essere la verità da propinare al popolo. Naturalmente per questo è necessario la perfetta concordanza con i media, alla stregua de Master Voice , un grande altoparlante.  Vi è un altro insidioso modo per abbindolare l’elettore, ora che le informazioni sono maggiori, grazie a quella che voi chiamate rete. A voi sembra che avendo più informazioni questo possa chiarire di più l’animo di chi ascolta le parole che escono dal video o che si stampano sulla carta. Non è così. Già ai tempi nostri i Sofisti avevano scoperto che più parole si dicono, più informazioni si hanno, più si allontana la verità (dìssos lògos) che poi nella vostra “modernità” verrà chiamata “ semantic confution” chiamato anche “ solipsismo linguistico”. Il teatro tragico non classico come ai miei bei tempi è questo, è solo questo.  Voglio aggiungere che seguendo i vostri “canali di comunicazione” avverto una seconda strategia: l’accumulo di notizie e la velocità. Con questa terribile  seconda “patologia” della lingua ,le parole e i concetti si ammassano, si unificano, si identificano e si amalgamo, formando un unicum indistinto che faceva orrore ai tempi miei. Non amavamo l’indistinto.
Ma forse  aveva ragione una vostro grande pensatore, come Vico, che parlava della circolarità e ripetizione dei tempi, e il mesto Machiavelli che era costretto a scrivere: “tutti li tempi tornano e li omini son sempre li medesimi”.
A questo proposito e stimolato da tali congetture  mi vien voglia di paragonare i vostri anni’70, quelli della strategia della tensione, a quanto ho visto accadere di recente a proposito di zuffe e botte tra Polizia e manifestanti. Destra e sinistra che urlano per le piazze ma soprattutto un aspetto mi ha colpito: con quale coraggio certuni prendano mazze e bombe chiodate che scagliano con violenza inaudita contro i vostri nobili Pretoriani (Polizia). Vi possono essere infiltrati, mi chiedo, anche tra di loro? Vi è forse lo stesso trucco del Cavallo di Troia che conteneva all’interno il vero pericolo per la città?
L’ho chiesto all’indovino Tiresia, il quale, dopo aver consultato le stelle, mi ha risposto che tutto il vostro casino e caos contiene un trucco, e che il trucco è lo stesso caos.
Mai un oracolo fu più illuminante per me e più giusto per applicare ai vostri tempi. E se ci penso ancora un po’ mi viene in mente l’ottima scrittura di Cesare, quello del De bello Gallico, scrittura piana, di facile traduzione. Eppure lo stesso grande Cesare, pochissimi anni dopo, scrivendo della crisi che investe la politica romana e il Senato  dove troverà la morte per mano di Bruto nella famosa congiura di palazzo, scrive il De bello Civili. Provate a leggerlo: la grammatica è cambiata, persino la sintassi, il discorso è labirintico, più difficoltosa la traduzione. Come mai?
Questo perché quando il clima si scalda anche il linguaggio fotografa questa realtà tragica e in disfacimento,proprio così come ho voluto nel mio poco dimostrare dei vostri roboanti e sibillini mezzi di comunicazione, della velocità ingannevole, della roboante amplificazione  del tema fascismo-antifascismo,sottile metodo, persino mellifluo, per fare di tutta l’erba un fascio, un immenso brodo-brodaglia maleodorante.Ma non aveva avvertito Pasolini che vi era si un fascismo, ma uno nuovo, il “consumismo”. Ma a che vale rifarsi a chi pensa è meglio seguire chi parla e sparla.Bah. Prevale, a sentirvi, unicamente la Retorica, tecnica invincibile, da sempre usata nella Politica ( chiedetelo a Cicerone) , retorica che si issa su temi “universali” ( il Bene, la Carità, la Vicinanza). Temi così veri e astratti da far presa ( come sempre è stato), ma così difficili da attuare perché Tiresia mi avverte che i troiani si sono accorti degli uomini dentro il Cavallo e non credono più a queste sublimazioni, forse ne sentono o ne avvertono l’odore.
28/02/2018 01:18:22

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