STORIE

ALBERTO SORDI, QUELL'AUDIZIONE CON IL CELEBRE BENIAMINO GIGLI

Maurizio Verdenelli
ESCLUSIVO. Un episodio che segnò la successiva vita artistica del grande attore morto 15 anni fa. Gli incontri tra Umbria e Marche, da ‘Fumo di Londra’ al Palazzo fabrianese del Marchese del Grillo




Quindici anni senza Albertone. Manca tanto al Paese il suo attore più popolare che con le sue mille maschere e i suoi tantissimi film ha interpretato l’italiano medio, i vizi e le virtù, dal dopoguerra fino a poco fa. Alberto Sordi è morto il 24 febbraio 2003 lasciando un autentico vuoto nella cinematografia made in Italy. Eppure Sordi avrebbe preferito un’altra carriera: quella del cantante lirico. Credeva molto nella sua voce da ‘basso’. Ci credeva molto soprattutto suo padre Pietro, professore di musica e strumentista, titolare della tuba contrabbasso dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma. Tanto che…
“Tanto che, avendomi sentito intonare qualche aria, mio padre pensò di chiedere per me un’audizione nientedimeno che al grande Beniamino Gigli, che lui conosceva abbastanza bene avendolo accompagnato con l’orchestra in concerti ed opere…” mi disse Alberto Sordi quando a Macerata venne a presentare al cine teatro Italia il suo ultimo film, che ripercorreva la vicenda dell’orvietano Giancarlo Parretti, il finanziere divenuto famoso per aver acquistato con 1,3 miliardi di dollari la MGM.
Avevo conosciuto ‘Albertone’ già qualche anno prima: a Sarnano quando ricevette la cittadinanza onoraria e pure a Fabriano quando, per un’altra delle sue tante premiazioni, era intervenuto ad una cena nel palazzo che era stato di Onofrio Del Grillo. Si, proprio lui, il celeberrimo Marchese di cui Sordi aveva impersonato le eroicocomiche ‘gesta’. Davanti a noi, sul tavolo del ristorante, c’erano montagne di ‘salame di Fabriano dop’ e lui con un po’ di sorridente amarezza, sospirò. “Per ‘sto salame avrei dato chissà che cosa…quando stavo bene. E adesso che ne potrei mangiare a crepapelle, la salute mi ha abbandonato”. Era l’inizio del duemila e il salame di Fabriano non fece così la fine dei ‘maccheroni’ della celebre gag: “Un americano a Roma”. Rimasero intatti sul tavolo del ristorante di Gianfranco ed Emanuela, i patron del ‘Marche del Grillo’ (una targa ricorda l’augusta proprietà della nobile famiglia romana sul bellissimo edificio visibile dalla superstrada all’ingresso/uscita di Fabriano).
L’episodio, del tutto inedito, della sua giovinezza da ‘basso’ era venuta invece fuori prima, quando l’attore seppe che il sottoscritto aveva sposato una recanatese. “Recanati? Gigli! Dunque… il ‘Commendatore’, paterno come sempre, disse ‘si’ senza porre problemi alla richiesta di audizione: stimava molto mio padre. Così una mattina a Roma mi presentai davanti all’erede diretto del grandissimo Enrico Caruso, grandissimo anch’egli: ben vestito con giacca e cravatta. E cominciai a cantare. Gigli non mosse ciglio. Finito, attesi con il cuore che mi batteva forte forte, l’esito di quell’esame tanto ambito. Il Commendatore mise la mano in tasca: cercò a lungo, rimestando fino in fondo mentre la mia ansia saliva a diecimila. Alla fine tirò fuori …una mentina. Paternamente allungandomela: ‘Hai un po’ di raucedine, Albertino. Questa ti farà bene. La voce? Mi chiedi? Quella proprio non c’è”.
Poi?
“Con una simile ‘sentenza’ non ci pensai più a calcare le scene liriche, non rinunciai però al canto ‘minore’ e allo spettacolo. Così divenni uno dei boys di Wanda Osiris: ‘Sentimental in una notte di luna… Ricordi?”
Eccome!
“Poi avvenne il momento della mia rivincita. Quando interpretai e diressi ‘Fumo di Londra’. Un perugino nella capitale inglese”.
Ricordo tutto: ero uno studente del Ginnasio/Liceo ‘Annibale Mariotti’. Non La dimenticherò mai: il mitico Alberto Sordi al Caffè Sandri, in corso Vannucci per le prime ed ultime scene del film (tutto girato a Londra) a Perugia…
“E vuoi sapere chi cantava con voce da basso la colonna sonora ‘Breve amore’ che ebbe forse più successo del film stesso?”
Lei, Sordi!
“Bravo!”
Una colonna sonora che avrebbe accompagnato poco dopo e 15 anni fa il grande attore al suo definitivo ciak: “Addio my darling, goodbye my love”.  Ciao, Albertone!
25/02/2018 21:20:26

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