STORIE

DON MILANI, UNA 'LINEA ROSSA' LEGA IL MUGELLO A MARCHE ED UMBRIA

Maurizio Verdenelli
Oltre mezzo secolo ci separa dalla morte dei priore di Barbiana. La prefazione ad ‘Esperienze pastorali’ fu dell’arcivescovo di Camerino, D’Avack. I collegamenti con il prof. Cardarelli a San Ginesio e con la famiglia Spadolini, d’origine treiese. A Perugia uno spettacolo, molti anni fa, al teatro Morlacchi



“Ricorda di disobbedire” è uno dei passaggi-chiave del testo di ‘Vietato morire’, canzone di successo di Ermal Meta superstar dell’ultima edizione di Musicultura. Un ammonimento che appartiene non solo alla musica leggera recente, ma tout court alla storia civile italiana, eredità diretta di don Lorenzo Milani, morto quasi 51 anni fa. “Avere il coraggio di dire ai giovani che sono tutti sovrani, che ormai l’obbedienza non è più una virtù, ma la più subdola di tutte le tentazioni, che non pensino di farsene uno scudo né davanti a Dio, né davanti agli uomini, che ognuno si senta responsabile del tutto”. Così rispose don Lorenzo su ‘La Nazione’ di Firenze ad un gruppo di cappellani militari: era il 1965, l’alba del Sessantotto di cui ‘Lettera ad un professoressa’, pubblicata un mese prima della scomparsa dell’autore, avrebbe rappresentato il punto di partenza. Il 26 giugno 1967, don Milani moriva: attorno a lui permanevano la presa di distanza della chiesa, la fama di ‘ribelle’, prefigurato nel peggiore dei casi come un lontano precursore delle ‘Brigate Rosse’, nel migliore di ‘prete scomodo’. Fino a quando papa Francesco nel giugno scorso per il cinquantenario, ne ha ristabilito la perfetta ortodossia e l’assoluta obbedienza al messaggio evangelico visitandone la tomba a Barbiana, nel Mugello, Toscana.
Prima del pontefice –ancora quante resistenze, tuttavia- il granitico silenzio delle istituzioni religiose venne rotto soltanto da un’unica mano tesa. Quella dell’arcivescovo di Camerino-San Severino Marche, monsignor Giuseppe D’Avack. Il cui nome dato da Unicam ad un palazzo di proprietà che ha ospitato sino alla fine dell’anno scolastico i ragazzi della media Boccati, è tornato d’attualità a causa delle preoccupazioni dei genitori per la sicurezza dei figli sistemati nell’edificio: fonte delle polemiche (superate) è stata la copertura in cemento armato di palazzo D’Avack. Una ‘copertura’ -quella di natura ‘politica’- che venne offerta, unicamente, dal buon arcivescovo camerinese sotto forma di prefazione al fondamentale libro ‘Esperienze pastorali’ scritto agli inizi degli anni 50 da don Milani, allora a Calenzano. Tuttavia il volume nonostante avesse ottenuto l’imprimatur grazie al prelato marchigiano, fu poi ritirato e messo all’indice. A fianco del priore di Barbiana, ci fu un’altra grande famiglia maceratese: gli Spadolini che da Treia erano emigrati in Toscana, a San Miniato. Legami profondi: il glorioso Giovanni non avrebbe mai dimenticato la natia Treia festeggiando con i parenti, nella Città del Bracciale, la sua nomina a senatore a vita -in Comune c’è una lunga targa che ricorda l’avvenimento, un po’ nascosta, invero, da un’alta pianta… Vicino spiritualmente a don Lorenzo, secondo Mauro Laeng, ci fu anche  Giorgio La Pira il ‘sindaco santo’ di Firenze, amico fraterno di un grande ‘eroe’ marchigiano: Enrico Mattei.
Nel Maceratese a fianco di don Milani, schierato da sempre, è stato con ‘”Difendo don Milani e la Scuola di Barbiana” scritto nel 1983, il compianto professor Giovanni Cardarelli, filosofo, notissimo pedagogo e dirigente scolastico sanginesino, scomparso nel 2015. La ‘Difesa’ del priore toscano era da sempre nel cuore di Cardarelli, strenuo sostenitore delle zone interne regionali, creando di fatto nel nome dell’istituzione Scuola un legame forte tra Toscana e Marche, tra Barbiana e l’Alto Maceratese. Nella sua bellissima prefazione, lo stesso Laeng scrisse del lavoro di Cardarelli: “…E’ una risposta occasionale e discontinua come le provocazioni che respinge e rintuzza: è prosa di battaglia. Ma anche questo servirà ad un futuro studio complessivo sul significato e sull’opera del discusso priore di Barbiana. La testimonianza cristiana è sempre stata Signum Contradictionis: per questo non lascia addormentare le coscienze e continua a costituire una sfida…”. Dice la prof.ssa Tullia Leoni Cardarelli: “Pensiamo ad una riedizione del libro di mio marito e ci rivolgeremo pure all’Eum, l’editrice di Unimc, dove lui per molti anni fu assistente del professor Montuschi. Don Milani e il Mugello hanno sempre rappresentato per noi una meta costante, un pellegrinaggio di famiglia. Abbiamo partecipato due volte anche alla ‘Marcia a Barbiana’ organizzata dalla Cgil e, circa dieci anni fa, ‘organizzai’ un pullman da San Ginesio per il Mugello: risultò tutto esaurito!”.
Qualche anno dopo la morte ‘dimenticata’ del priore, trascorso il Sessantotto, Pier Giorgio Gili, docente ed uomo di teatro torinese scomparso nel 2014, s’interessò alla vicenda umana e spirituale di don Lorenzo. E chi scrive, insieme con altri giornalisti di Perugia, tra i quali Elio Clero Bertoldi,  guidati dal regista sardo Umberto Campus, prese parte alla messinscena (la preparazione durò oltre un anno) di uno spettacolo che nel gennaio del ‘74 fece il pieno al teatro Morlacchi, protagonista Umberto Puggelli, ‘mitico’ capocronista de La Nazione, negli abiti talari del priore di Barbiana.  E fu su successo tanto da rendersi necessario un secondo e pure un successivo tour. Fu l’inizio, anche attraverso dibattiti, alla ‘scoperta’ della figura del ‘toscano’ don Milani. Che nella confinante Umbria continuava a non essere ancora molto conosciuto nonostante che la ‘Lettera ad una professoressa’ cominciasse ad essere tradotta in numerose lingue. Nella locandina affissa all’ingresso dello storico teatro perugino, Pietro Crocchioni, fotoreporter de ‘La Nazione’, non dimenticò di disegnare gli scarponi di don Lorenzo, quelli con cui volle essere seppellito.
25/02/2018 08:21:11

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=130
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.