CULTURA

DALLE MARCHE NASCE L'EUROPA

Guido Garufi
Un lavoro matto e disperatissimo quello di Simonetta Torresi, una fatica di quasi venticinque anni che vede ora la luce in un tomo, nessun termine più giusto di questo, di ben 640 pagine. Titolo ammiccante, didascalico: La storia dei popoli delle Marche, ovvero l’origine dell’Europa. Un libro che farà discutere, come già si è visto durante la presentazione a Macerata, quando tra il davvero numeroso pubblico al teatro della Filarmonica, è iniziata una serie di domande, botta e risposta, poiché quanto ha scritto l’autrice suscita meraviglia e, per certi versi, ribalta o indirizza verso altri orizzonti per ora non calpestati dalla storiografia ortodossa.
Il libro, introdotto dall’architetto Enzo Fusari, è un percorso analitico e labirintico che parte davvero ab antiquo, in sostanza dai piceni, arrivando a cavallo tra 1300 e 1400. Va subito detto che il libro deve essere letto e metabolizzato a lungo poiché il percorso proposto da Simonetta Torresi è articolato. Varia tra toponomastica e reperti archeologici, passa dalla Storia dei Santi a pergamene e carte topografiche del ‘500 di indubbia rilevanza. Ma chi furono davvero i Franchi? Perché questo nome? E quali i rapporti diretti e indiretti tra Chiesa e la nostra terra, quella che l’autrice in un piccolo saggio del ’94 chiamava Valle degli imperatori? Rapporti certamente fitti, densi, tra politica a genealogia. Ebbene, in questa nostra terra, come ha rilevato il professor Carnevale, troppi, tanti, determinanti sono gli elementi che dispongono verso la tesi “residenziale”. Si, questo era il “centro” della Europa, e da qui si deve partire, si deve leggere il nostro passato con una “nuova geografia della Storia”. Ma ciò che ha in qualche modo meravigliato il pubblico è la tesi che sta dietro a tutto questo, ipotesi che l’autrice sostiene attraverso una capillare disamina avvalendosi, più in particolare, sia della “vita dei Santi” sia di una robusta “associazione” linguistica e topografica. Il libro è un vero forziere, una per tutti: il papa Leone IV non è a Roma ma è sepolto a San Giovanni ( non quello in Laterano ) ma presso la nostra Chiesa, in Piazza. Per non parlare di altre traslazioni operate da papa Pasquale II. Se una domanda ci si può e ci si deve porre, a proposito di quanto potrebbe sembrare azzardato,è la seguente: come mai nella Marca, e più in particolare nel centro, vi è una fittissima e incontestabile segnaletica “revisionistica" di presenza franco-caroligia che invece non appare laddove la storiografia ufficiale la pone? E’ una questione non da poco che, per fortuna, in altri campi, più contemporanei ha avuto sviluppo e certezza “revisionistica”. Esiste oppure no una “damnatio memoriae” ovvero una voluta “cancellazione” di documenti che attestino certi fatti? Alcuni documenti sono andati persi casualmente o vi è una ulteriore spiegazione? Con ogni probabilità si. Perché “anche” la storia si può “vendere” al miglior offerente, basta cancellare le tracce. Ebbene il lavoro da talpa, associativo e panottico di Simonetta Torresi immette dubbi, crea curiosità, genera ulteriori domande. Quelle di cui noi tutti abbiamo bisogno.
Simonetta Torresi
14/12/2017 23:48:48

http://www.cronachedeisibillini.com/cdsarticolo.aspx?idArt=13
I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, a patto di citare chiaramente la fonte di provenienza Cronache Dei Sibillini (cronachedeisibillini.com), gli eventuali autori del testo, quando indicati, le date di redazione ed aggiornamento e l'url relativa. Il Gruppo The X-Plan gestisce la comunicazione per conto di CdS ma non e' responsabile per la selezione e la pubblicazione dei suoi contenuti.