ATTUALITÀ

CASO PAMELA E LA 'PIOVRA DROGA' A MACERATA

L’opposizione chiede le dimissioni del sindaco

Maurizio Verdenelli
Consiglio comunale incandescente come la piazza dopo i Fatti di Macerata. Il centrodestra e il M5s, all’opposizione, all’indomani (o quasi) della marcia all’insegna ‘Macerata è libera’ organizzata dall’amministrazione comunale e da circa altre trenta enti –comuni- associazioni e sindacati, hanno chiesto le dimissioni del sindaco Romano Carancini (Pd). Nel ‘mirino’ anche la prefettura e la Sua Inquilina, la prefetto Roberta Preziotti: nell’assise civica si è criticata infatti la decisione di annullare una seduta ‘aperta’ sull’immigrazione proprio perchè la dott.ssa Preziotti non avrebbe partecipato.
Insomma il barometro istituzionale segna ancora tempesta nei Palazzi, dove l’arrivederci al questore Vincenzo Vuono che si era insediato appena il 20 novembre scorso. La pressione delle forze dell’Ordine sui luoghi dello spaccio è più che raddoppiata e i risultati si vedono. Il centro destra ha tuttavia attaccato la giunta circa una presunta ‘inerzia’ precedente allo scoppio del problema con il caso Pamela. Eppure, è stato detto dai banchi della minoranza, i 50 arresti in meno di 6 mesi all’interno di una città di poco più di 40.000 abitanti avrebbe dovuto dare la misura che la pentola era sul punto di scoppiare. “Perché mettere subito in libertà chi viene più volte arrestato per lo stesso reato nello spazio limitato di giorni o di mesi?” ha detto da parte sua Ivano Tacconi (Udc), il consigliere di più ‘antica’ militanza nell’aula consiliare maceratese.
Intanto continuano le indagini sul caso Pamela e il difensore di uno dei tre arrestati, l’avv. Borgani, ha avanzato il dubbio che il cerchio si dovrebbe allargare rispetto a quello finora delineato dalle indagini. “Perché il trolley e la valigia con il corpo smembrato della ragazza, furono lasciate in quel punto bene in evidenza e non gettate ad esempio da un ponte, o dovunque fossero meno visibili?”. Intanto per il principale indiziato, Innocent Oseghale, nel carcere di Marino del Tronto, stop ai contatti con la figlia e il legale del terzo fermato ha annunciato ricorso al Tribunale del Riesame. Sempre attesi i risultati delle analisi da parte del Ris, che la Procura ritiene decisivi per chiudere il cerchio.
23/02/2018 07:01:08

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