INCOGNITA

IL FANTASMA DI MADDALENA

Maurizio Verdenelli
Caldarola come Elsinore, Maddalena Pallotta come la sventurata Ofelia, Amleto come Giuseppe Pallotta? To be or not to be? Essere o non essere? Staremo a vedere... questo è il problema.
Il celebre dramma scespiriano sembra rivivere in provincia di Macerata, e non da qualche settimana appena ma da oltre un secolo e mezzo. Tuttavia soltanto di recente il flauto traverso dell'infelice giovane di sangue nobile che inseguiva un sogno d'amore no possible è tornato a risuonare come nel 1840 fra torri, merli ed antiche sale dove furono un giorno ospiti la regina Cristina di Svezia (che Greta Garbo interpretò in un film memorabile), papa Clemente VIII e il principe Casimiro, poi re di Polonia. La musica di un flauto come colonna sonora per questa love story non a lieto fine. Ma non solo...! Ecco la storia di Maddalena 2, il ritorno.
Dopo 6 anni di stand-by per riparare i danni del terremoto e due anni di “nuova gestione”, il celebre castello di Caldarola costruito nella seconda metà del IX sec, di proprietà da sempre della famiglia Pallotta di Torre del Parco, ritorna dunque a far notizia. La prima, purtroppo, si riferisce a nuovi danni agli intonaci e alle strutture esterne causati dalle scosse del sisma in Abruzzo; la seconda notizia è relativa invece alla scoperta di carte e soprattutto di una foto –risalente a quasi 130 anni fa- che danno contorni storici e quasi documentali alla vicenda di Maddalena.
Maddalena, chi era? Le carte compulsate da Roberto Scocco, operatore economico ed archeologo collaboratore della Soprintendenza delle Marche, danno nuovi ed originali lineamenti storici a quella che è solitamente definita la “vicenda del fantasma di Caldarola”.
Che rivelano gli incartamenti? Dicono che Maddalena, quindicenne appartenente ad un ramo della famiglia Pallotta, viene data in sposa nel 1840 al cugino Giuseppe. Il quale però è innamorato, ricambiato, della maceratese Giulia Corraducci. Tuttavia il giovane china il capo alla “ragion di Famiglia” di natura prettamente economica, ma dopo il rito in chiesa la canta chiara alla giovane e romantica sposa, una musicista appassionata al flauto traverso. Quel matrimonio imposto dall'alto, lui non lo consumerà. Giuseppe parte per Macerata senza più farsi vedere. La dolcissima e sensibile Maddalena, ferita nell'animo, chiede alla musica una difficile consolazione: la vedono e la sentono suonare il flauto nei punti più romantici del castello nelle ore del tramonto fino a sera. Ma si spegne, la poverina, dopo due anni di consunzione inseguendo il sogno infranto di un amore coniugale che si era rivelato, non per sua colpa, impossibile.
Fatto trascorrere un tempo adeguato di vedovanza (5 anni), Giuseppe va a nozze con Giulia e torna a vivere al Castello. Modificando in senso amoroso il militaresco stemma di famiglia. Resta il braccio, ma non più armato: al posto del flagello un cuore e la stella militaresca sboccia in un fiore. E’ il trionfo dell’Amore. Un momento, c’è un altro Amore calpestato che chiede il suo inquietante guiderdone. Infatti alla resa dei conti... apriti cielo sui due novelli sposi! Dal vespro in poi, quel flauto misterioso e magico si sente suonare dappertutto e lei, la malinconica e romantica Maddalena, la si vede dappertutto. La scorgono gli sposi che per placare quell’anima afflitta danno il nome di Maddalena alla loro neonata, scappano invece i servitori, terrorizzati dalla presenza esoterica. Anche se tutte le testimonianze concordano sull'assoluta pacatezza del “fantasma”.Vengono così celebrate messe a suffragio della giovanissima defunta, fatte preghiere ed innalzato nel parco del Castello anche un altare (c'è ancora) dove si invoca la Vergine. Alla fine, finalmente, della pur buona ma pur sempre invadente Maddalena non si hanno più tracce. Il Castello torna alla vita tranquilla. Dopo 100 anni precisi, intanto il ramo riconducibile a Giuseppe si estingue anche se i Pallotta continuano ad avere, come famiglia, la proprietà del castello che il papa donò con altre proprietà al loro avo Guglielmo. Proprio per celebrare la visita di un pontefice, Clemente VIII, la famiglia che ha donato 4 cardinali alla Chiesa (a cominciare dal celebre Evangelista) piantò il 20 aprile 1598 un pino ora gigantesco vicino l'ingresso del castello. Particolare che prenderemo più avanti in esame, affidandoci alle notizie storiche forniteci da Roberto Scocco.
La tempesta intanto placatasi a metà dell’800, torna però ad esplodere più forte di prima, reattivamente, con il convegno mondiale dei parapsicologici tenutosi proprio al castello di Caldarola nel 1971 per iniziativa del marchese Mancini Spinucci di Fermo, autorità internazionale in materia. “Reattivamente” il flauto traverso si risveglia dalla polvere del secolo e torna a suonare, Maddalena a farsi vedere. Tre lustri fa la vide ad esempio una ragazzina di 5 anni, tolentinate: “Era una giovane signora, non molto alta, bruna, con una tunica bianca e rosa. Era così gentile che chiesi a mia madre di scattarmi una fotografia con lei”. La mamma non le era venuto un infarto per poco: vicino alla figlioletta non c’era alcuno! E pare che quello non fosse stato un episodio isolato.
“Sì, è proprio lei!” ha detto nei giorni scorsi la tolentinate, ora ventenne, alla quale Scocco ha mostrato la foto di Maddalena. La foto?? Sì, perché Roberto, che oltre ad organizzare eventi al castello è noto come grafico ed è titolare di un’agenzia importante, qualche tempo fa ha cominciato a stampare tutti i “vetrini” impressionati con immagini del castello e del restauro avvenuto tra il 1880 ed il 1883. Foto inedite, mai viste prima. Ed ecco che da un’immagine, perfettamente resa, emergere dai merli in risanamento, alcune impalcature, un muratore, e sopra ad una tavola di 30 cm stesa tra un bastione e l’altro (di fronte al pino di papa Clemente): lei. Maddalena! Vestita di una lunga tunica, con il flauto ed un piedino alzato all’indietro, vezzosamente. Il muratore guarda verso il fotografo, eppure la vista di una ragazzina sospesa nel vuoto, a due passi da lui, avrebbe dovuto attirarne l’attenzione! C'è tuttavia di più: l’immagine non getta alcuna ombra, come invece è per tutti gli altri elementi della fotografia stampata a distanza di 130 anni.
Che dire? “Dico che è perlomeno strano” commenta Scocco che ha esposto la foto (andate a vedere per credere) allestita su un pannello, al pari di altre, proprio all’ingresso interno del Castello. Aggiunge: “Io stesso ho visto Maddalena, il suo viso di bella ragazza bruna ed ho sentito il flauto. Che paura la notte, mentre alloggiavo al castello! E che corse a casa mia da Caldarola a Macerata”. Ed ora? “Ora finalmente è tutto tranquillo…forse gli stiamo simpatici e ci apprezza per quello che facciamo in questo splendido maniero”.
Nella foto: un'immagine del Castello Pallotta, è proprio a quell'altezza che è stata fotografata, su un 'impalcatura, la romantica Maddalena, morta per Amore.
www.castellopallotta.it
05/12/2017 23:05:37

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