INCOGNITA

La Scarzuola
ovvero
la macchina alchemica
di Buzzi

Parte Quarta

Ufficio Stampa
Fonte: thexplan.net
Possibile che l’Opera di Tomaso Buzzi sia dedicata ai Misteri di Osiride? In chiave alchemica sicuramente si, anche se “mascherata” dall’iconografia occidentale. La stanza delle nove muse, ad esempio, potrebbe rappresentare l’Enneade di Eliopoli. La donna gigantesca che ammiriamo appena usciti dal labirinto potrebbe essere Iside e l’energia femminile, che protegge il suo utero (stanza circolare dietro di lei) inseminato da Osiride (albero spoglio e secolare presente al centro della stanza è simbolo fallico e obelisco naturale).

Nel nostro viaggio “al di là” del labirinto troviamo, oltre alla Grande Madre e al suo Sancta Sanctorum, il lago alchemico e, in basso, la Via Alchemica della Magia Bianca, Rossa e Nera. Ma la guardiamo solo dall’alto, perché il crepuscolo si avvicina e vogliamo entrare nel ventre della nave, dove Marco non permette ancora l’ingresso al pubblico. Lì ci viene mostrata la stanza di Diana, con una pozza d’acqua a mezzaluna (e siamo dietro all’Occhio Alato) e l’energia che avvertiamo si intensifica. La sensazione di incompiuto, di attesa qui è più intensa. Chiediamo a Marco se l’Opera sia davvero completa. Lui risponde:

“...so che fra un anno devo tornare perché mi chiamano qua. Mi stanno chiamando. Mi sta chiamando l’Opera...sento che devo venire qui a fare dell’altro, ma non so che cosa...perchè io devo capire bene i meccanismi qui dentro. C’è la Via Secca, mentre questa è la Via Umida...perchè la nave è dentro l’acqua...”

Azzardiamo, a questo punto, quello che durante tutta la visita è cresciuto da germe dell’intuizione ad una rivelazione. L’Opera di Buzzi è un entità viva, una macchina alchemica organica che deve però essere attivata, come lo sono molti altri luoghi come la piramide di Giza in Egitto o il tempio di Angkor Wat in Cambogia (da noi personalmente visitato), Stonehenge, Baalbek, Tiahuanaco, ecc. Avvertiamo la stessa vibrazione elettrostatica, lo stesso campo di forze che non proviene direttamente dall’Opera ma dall’area, dalla stessa terra.

La Scarzuola, come individuata da Francesco d’Assisi, è certamente uno dei luoghi del pianeta dove è presente un’intersezione delle linee di energia cosmiche, o Ley Lines. Tomaso Buzzi doveva saperlo quando ha scelto di acquistare il terreno per materializzare la propria visione.

Quali sono i benefici nella visita a questa incredibile combinazione tra ingegno umano e visione sottile? “Essere se stessi” è, secondo Marco Solari, il messaggio ultimo della Scarzuola. E, aggiungiamo noi, una possibilità unica di comprendere i propri mostri interiori per uscire dal labirinto della realtà attuale, per guardare “oltre”, per navigare verso i misteri dell’Infinito.
10/06/2019 03:39:41

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