STORIE

PRIMA GUERRA MONDIALE: LUIGI CADORNA

Una storia da riscrivere

Pietro Pistelli
Un invito a cambiare la toponomastica sull'esemepio di Udine



Le ricorrenze oggi giorno servono soprattutto per riscrivere la storia.
Almeno per quanto riguarda la prima guerra mondiale, il centenario-1914-2014 puo' mettere a fuoco il fronte italiano che andrà a focalizzarsi il prossimo anno,
Con l'entrata in guerra dell'Italia, contro le ex potenze alleate degli Imperi Centrali.Ebbene la prima guerra mondiale fu anche il massacro delle giovani generazioni,di tanti fanti mandati a morire sui reticolati.
Un suicidio collettivo comandato dagli alti comandi italiani un nome su tutti:Luigi Cadorna. Tante citta' si sono risvegliate e le vie intitolate a Luigi Cadorna non possono piu' essere tollerate. Anche Macerata ha una via intitolata a Luigi Cadorna, sotto i giardini pubblici (purtroppo ora nei titoli dei giornali per l'ormai noti fatti terribili di cronaca con al centro Pamela Mastropietro e i suoi assassini).che furono del palazzo Conti e che resi di proprietà comunali sono  intitolati al successore Diaz il duce della vittoria.
Fatti che oggi gridano vendetta e anche i giornali che dovevano raccontare per decreto solo un'altra guerra e non quella vera con l'Italia che mobilito' lo stesso numero di soldati della Gran Bretagna ma con un numero di condannati a morte tre volte superiore, nessun altro paese belligerante punì ripetutamente intere unita' con le decimazioni fucilando uomini scelti a caso.
Invece in Itala le uniche regole valide erana la massima disciplina e minimi rapporti con i sottoposti in quanto per Cadorna il graduato doveva guardarsi soprattutto dalla tendenza alla familiarita' coi
militari di truppa.
Le notizie ufficiali dal fronte erano eccessivamente edulcorate ma vuote, le battaglie come spettacoli, le sconfitte minimizzate e gli errori nascosti.
"Le uniche munizioni che non mi mancano- affermava Cadorna- sono gli uomini".Per tre anni parlò e decise per tutti ed il suo potere vasto e
assoluto, causò sul fronte dell'Isonzo,il fiume che bagna Gorizia, ben novecentomila tra morti e feriti.
Solo con la sconfitta di Caporetto Cadorna fu messo in discussione e sostituito con Armando Diaz e con il giurista sicialiano Vittorio Emanuele Orlando al governo, si smise di considerare il fante solo come carne di cannone.
Dopo la vittoria del 4 novembre 1918, la Commissione di Inchiesta sui fatti di Caporetto divulgò una relazione finale, che riconosceva gravi errori commessi dai vertici militari e nonostante ciò il signore della guerra continuò ad essere mitizzato e giu' vie e piazze per tutta Italia.
La Corona non voleva che il mito della vittoria fosse intaccato da tristi retroscena.
Anche a Macerata i giardini pubblici, vanto della citta', furono intitolati con merito al napoletano tutto cuore, umanita' e fratellanza Armando Diaz, colui che seppe far rialzare l'esercito e condurlo alla
vittoria,da cui il famoso bollettino che campeggia su tutte le piazze italiane....e a Macerata orsa a lato sotto la torre civica dopo la realizzazione dell'orologio meccanico che ne ha preso il posito sul lato che s''affaccia su piazza della Libertà.
La ricorrenza della prima guerra mondiale avrebbe dovuto indurre il Comune o meglio la commissione toponomastica a seguire l'esempio di Udine, sede del comando supremo, che ha già deliberato il cambiamento della piazza da Luigi Cadorna a Unita' d'italia.
Si potrebbe cambiare, in maniera riduttiva solo il nome: Raffaele al posto di Luigi Cadorna, Raffaele cioè, colui che comandò i bersagliere nella breccia di Porta Pia il venti settembre 1870, quando cadde il potere temporale del Papa-Re, quel potere che Garibaldi con la legione garibaldina fondata proprio a Macerata dall'eroe in camicia rossa, nel gennaio del 1849 e che ottenne a Roma a Porta San Pancrazio sul gianicolo, una storica vittoria. Che che fù senza dubbio il preludio dell'Unita' e di Vittorio Veneto. La prima guerra mondiale che molti storici definiscono come l'ultima guerra d'indipendenza,con la prima di queste guerre avvenuta il 5 maggio del 1815 a Tolentino tra Gioacchino Murat e gli austriaci del generale Bianchi.

19/02/2018 07:20:55

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