ATTUALITÀ

Morto Giuseppe Accorinti
l'ultimo
dei 'Ragazzi di Mattei'

Maurizio Verdenelli
E’ morto ieri pomeriggio nella sua casa di Roma (oggi i funerali), il dottor Giuseppe Accorinti, 90 anni compiuti il 10 luglio scorso, ex amministratore delegato di Agip Petroli per l’Italia e l’estero, presidente della scuola Mattei, per quarantanni all’Enio ( dal 1956 al 1993 all’Eni). L’incontro fortunato con Enrico Mattei avvenne a Capodanno del 1959 a Cortina d’Ampezzo. Responsabile a Belluno, Macerata, Alessandria, Torino e poi a soli trentadue anni dirigente a Genova. Inviato in Libia, Tunisia, Marocco, Costa d’Avorio, Senegal, Mali, Altovolta. Componente della Fondazione Mattei a Matelica, era stato protagonista nel 1962 delle celebrazioni per i 50 anni della morte del fondatore e primo presidente dell’Eni nel 2012,  culminati con  la consegna degli attestati di cittadinanza onoraria al regista Francesco Rosi (“Il Caso Mattei”) e al magistrato Vincenzo Calia che ha fatto definitivamente luce nel 2005, con sentenza, sull’attentato al Grande Marchigiano.




Se n’è andato uno degli ultimi ‘Ragazzi di Mattei’, forse l’ultimo, con Marcello Colitti, tanto legato affettivamente alla sua figura. Mi aveva detto nell’aprile 2016, a conclusione di un convegno all’Aula Magna dell’Università di Macerata: “Ero stato promosso dal Principale ed inviato a Genova. Sentivo un po’, io romano, la mancanza della mia città. Così lì per lì, per suggerire un mio possibile trasferimento, gli dissi forse un po’ esagerando che l’aria di Genova mi creava qualche problema di salute. Non rispose. Poi ebbi il sospirato avvicinamento. Non pensai più allora alle cause di salute. Incontrai Mattei qualche tempo dopo lungo il corridoio della sede dell’Eur. Mi salutò incrociandomi. Poi, fatti alcuni passi, si girò e mi chiese con fare affettuoso come stessi. Ebbi per fortuna un soprassalto di memoria e gli dissi prontamente: ‘Ora molto meglio, Presidente!’. Allora si allontanò soddisfatto… Posso dunque non averla sempre nel cuore e nella mente una tale Persona, un Principale così?!”. Gli occhi di Accorinti luccicavano, al  ricordo.
Al Principale, nel 2006, ha dedicato un fortunatissimo libro (Halley Edizioni, Matelica) con tre edizioni già esaurite: “Quando Mattei era l’impresa energetica _ Io c’ero” con i ricavati di vendita destinati al convento della Beata Mattia di Matelica, restaurato completamente su iniziativa e spese personali del Grande Enrico. Anche quello un modo per ricordare il Principale.
E pure nelle ore che hanno preceduto la sua morte improvvisa, ‘Il ragazzo di Mattei’ lavorava alla memoria del Capo senza uguali. Completando la quarta edizione del libro con le note sulla sentenza Calia (il magistrato gli aveva inviato, facendo fede alla promessa fatta Matelica, le tremila pagine della sentenza) e limando a 500 le 683 pagine emerse dalla prima bozza. E (pure) attendendo dallo stesso dottor Vincenzo Calia una valutazione al commento che aveva preparato  in queste ore (me ne aveva parlato appena due giorni prima di morire) contro le conclusioni negazioniste dell’attentato emerse dalla recente trasmissione sul Tg3 condotta da Paolo Mieli con la partecipazione del professor Mauro Canali, già docente di Unicam (vedi l’articolo). Ancora sulla trincea, il ‘ragazzo Giuseppe’ a difesa della memoria del Principale, protagonista nel dopoguerra della rinascita del Paese e del boom economico. Il primo incontro c’era stato sul piazzale del Motelagip di Cortina d’Ampezzo a Capodanno, poi in quello stesso 1959 il trasferimento a Macerata, ufficio commerciale dell’Eni -chiaro segno d’apprezzamento da parte di Mattei che aveva questa terra sempre nel cuore- e l’anno dopo la promozione a dirigente. Risale proprio a 60 anni fa, al periodo maceratese, l’inaugurazione del Motelagip di Muccia (leggi l’articolo) presenti l’on. Tupini, genitori muccesi, e lo stesso Accorinti in rappresentanza del Principale.
Alle celebrazioni ufficiali del 27 ottobre scorso, 56 anni dalla morte di Mattei, sul piazzale della sede Eni all’Eur, in tanti si sono affollati attorno all’ultimo ‘Ragazzo del Principale’, assieme al presidente De Scalzi (leggi l’articolo). Tanta commozione. Sarebbe stata l’ultima volta. Mi scrisse: “Si sono rivolti a me, come a lui, al Principale. Non crede anche lei, Ragazzo Verdenelli?”. Si, dottor Accorinti: ancora più di ieri adesso che un pezzo importante della memoria dell’Uomo ‘che guardava al futuro’ se n’è andato con lei.
16/01/2019 00:00:00

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