INCOGNITA

Il destino di Ettore Majorana

Parte Settima

Ufficio Stampa
Fonte: thexplan.net
Secondo quanto afferma Pelizza, Majorana lo avrebbe scelto come suo allievo trasmettendogli prima tutte le sue conoscenze scientifiche e, poi, affidandogli il compito di costruire una macchina chiamata “Raggio di Vita” (poi mutuato in “Raggio della Morte” dalla campagna di disinformazione scatenata contro Pelizza e il suo team), basata sui principi dell’antimateria. Il fascio generato da questa macchina sarebbe in grado di annichilire la materia attraverso la produzione di un’enorme calore all’interno dell’oggetto colpito dal raggio di antimateria (causandone forse la parziale implosione?). Ma questa macchina esiste veramente? Secondo Pietro Panetta e altri, all’inizio degli anni settanta il Raggio di Vita era gia’ funzionante e, nonostante le crescenti pressioni delle istituzioni militari per appropriarsene, ne’ Pelizza ne’ Majorana permisero mai l’impiego del Raggio per scopi bellici.
Il primo tentativo di “intrusione” militare avvenne tramite Massimo Pugliese, che dapprima si presento’ come consulente finanziario per nuovi modelli tecnologici e industriali, ma poi si scopri’ che era in realta’ un ufficiale dei Carabinieri vicino al SISDE. Pugliese coinvolse l’Ambasciata Americana di Roma (con John Louis Manniello) che chiese un esperimento pratico per dimostrare gli effetti del Raggio su vari materiali. L’esperimento si fece alla presenza dell’inviato personale del Presidente Ford, l’Ingegnere Matteo Tutino, che defini’ la scoperta “monumentale” ufficializzando cosi’ l’interesse americano per la macchina. Si arrivo’ al punto di stilare un accordo tra Governo USA (per mezzo di una controllata) e la societa’ di Pelizza ma, quando quest’ultimo lesse le condizioni poste dagli Americani (abbattere 5 satelliti in orbita come prova di funzionamento della macchina) rifiuto’ di andare avanti e blocco’ ogni trattativa.
Le notizie sulla macchina ad antimateria furono fatte circolare in modo selvaggio da Pugliese attraverso rapporti, filmati, pubblicazione di bozze di contratti, conferenze, ecc. Il suo scopo poteva essere quello di rendere tutte le informazioni sensibili di dominio pubblico cosi’ da aggirare le limitazioni di brevetti e copyright, ma soprattutto per confondere le acque sulla reale paternita’ dell’opera.
Il Governo Italiano pose un ultimatum a Pelizza su un nuovo esperiemento da eseguirsi entro breve tempo, pena la cessazione immediata di ogni negoziato. A questo punto entra in gioco il Governo Belga. L’accordo con esso prevedeva una joint-venture al 50% (societa’ mista) tra Belgio e una Holding Lussemburghese (dove sarebbero dovuti comfluire Pelizza e il suo team, anche se Panetta deteneva l’assoluta maggioranza delle quote societarie) che avrebbe detenuto i diritti di proprieta’ dell’invenzione. Lo Stato Belga si impegnava a finanziare la continuazione delle ricerche posto che l’esperimento, da eseguirsi in Belgio, avesse avuto successo. Il Governo Italiano doveva fungere da osservatore. Dopo una serie di contenziosi relativi a presunte violazioni della segretezza delle carte, la societa’ di Panetta decise di dare corso all’esperimento con l’obiettivo di non farlo riuscire (uno degli esperimenti, non concordati, era quello di distruggere un carro armato, a riprova del fatto che l’interesse principale all’acquisizione del raggio era a scopo militare). Il contratto con il Governo Belga venne annullato e la macchina fece ritorno in Italia.
Si tento’ allora di costringere Pelizza a separarsi dalla macchina, anche a costo di farlo arrestare. Ad essere incriminato pero’ fu Pugliese: tra le sue carte vennero rinvenuti anche documenti che coinvolgevano in qualche modo Pelizza, costringendolo a fuggire dall’Italia (rimarra’ latitante per undici anni). Gli si mosse l’accusa di aver costruito e posto in commercio un’arma bellica (definita “Raggio della Morte”) con un chiaro intento di screditare la sua figura e isolarlo. Durante gli anni di latitanza, a sentire Panetta, Pelizza avrebbe perfezionato il modello matematico teso a regolare la macchina per intervenire sul buco dell’Ozono e risanarlo. Egli avrebbe impiegato anni di calcoli a mano (con carta e penna) in quanto nessun odierno elaboratore elettronico (dalle calcolatrici ai computer) sarebbero adatti a elaborare parametri della “Nuova Matematica” utilizzata da Pelizza (quindi i modelli di Majorana).
Sul funzionamento del “Raggio di Vita”, sembra che esso sia in grado di generare un’antiparticella che resta in vita 5 millesimi di secondo e raggiunge 1,500Km di velocita’. Il raggio si programma su un dato materiale (ad esempio un metallo): il fascio, colpendolo, crea una reazione di annichilimento (incontro-scontro tra antiparticelle negative [prodotte dal raggio] e particelle positive [materiale colpito]. Il calore generato dal contatto raggio-materiale si concentra solo sulla porzione di spazio colpita e senza nessun effetto collaterale. Se tra il raggio e il metallo si insersce un nuovo materiale, ad esempio una tavola di legno, questa rimarrebbe integra e il metallo subirebbe lo stesso effetto descritto sopra.
Il fascio prodotto dal Raggio e’ trasparente e non emette nessun tipo di radiazioni. L’energia richiesta e’ quella necessaria per alimentare cinque motorini. Il Raggio puo’ essere programmato per riscaldare (senza logorare la materia), modificare o distruggere; puo’ stabilire lo spessore, le dimensioni, il tipo di materiale da trattare.
Una tale invenzione coincide con le informazioni raccolte dai vari ricercatori (soprattutto Americani) sulla tecnologia attualmente usata dalla razza dei Grigi/Rettiliani che lavorano nelle basi sotterranee assieme ad alcune branche del complesso militare-industriale umano: in particolare Thomas Castello riferisce di aver personalmente assistito agli effetti prodotti da un “raggio sonico” che fuoriesce da un’arma che i Grigi tengono regolarmente con se’ nei livelli piu’ profondi delle basi (la testimonianza di Castello si riferisce principalmente alla base di Dulce, New Mexico) e che puo’ produrre vari effetti, dallo svenimento alla vaporizzazione atomica completa. Sembra che questa tecnologia, che non sarebbe concessa in uso al personale umano, abbia permesso ai Grigi la vittoria durante quelle che sono chiamate “le Guerre di Dulce” della fine anni settanta che provoco’ la morte di sessantasei militari della Delta Force inviati a recuperare scienziati umani tenuti in ostaggio dai Grigi (E’ tema complesso che va trattato a parte). Questo, in aggiunta alle scoperte dimostrate, fa comprendere la portata del genio di Majorana e il suo contributo alla fisica quantistica, ma anche a quanto improbabile possa essere una sua morte per cause naturali. Ettore Majorana era un genio troppo in fretta strappato all’umanita’ ma che, vogliamo credere, non ha mai smesso di lavorare per la salvaguardia del nostro futuro sulla Terra.
01/01/2019 22:07:26

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