CULTURA

CAPITALE DELLA CULTURA, IL SOGNO SFUMA PER MACERATA

La cerimonia di proclamazione, oggi al Mibact a Roma: sarà Parma a succedere nel 2020 a Palermo. Carancini: “Un bellissimo viaggio che ci ha permesso di costruire un progetto di futuro”

Maurizio Verdenelli
Stavolta “contro” Giuseppe Verdi, testimonial di Parma risultata alla fine vincitrice, non sono bastati il ricordo di Giovanni Spadolini (treiese ad honorem e nell’animo) al cui nome è dedicata la bellissima sala del Mibact dove si è svolta questa mattina la cerimonia, né uno sponsor come il tre volte Premio Oscar, Dante Ferretti. No, Macerata non ce l’ha fatta come l’ultima volta PerugiAssisi: il suo nome, il ministro Dario Franceschini non l’ha fatto nella mattinata più attesa. Sarà dunque il capoluogo emiliano a succedere nel 2020 a Palermo, appena ‘incoronata’, come Capitale della Cultura. Per l'Atene delle Marche motivo d’orgoglio essere rimasta tra le top ten, dalle 31 candidate iniziali a questo titolo che se ‘paga’ un milione di euro (dal ministero) in realtà offre una capacità d’indotto molto, molto superiore. Con Macerata e Parma concorrevano nel rush finale Agrigento, Bitonto, Merano, Nuoro, Piacenza, Reggio Emilia, Casale Monferrato e Treviso.
Al termine della proclamazione di Parma designata dalla giuria di selezione presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni, il sindaco di Macerata ha dichiarato: “E’ stato un bellissimo viaggio che ci ha permesso di costruire un progetto di futuro per la città”. Ed è anche un respiro di aria buona, stavolta romana, all’incubo che sta vivendo il capoluogo. Non a caso il giornale più autorevole, Il Resto del Carlino, in questi giorni sta usando un capopagina con scritto: “I giorni della follia”. Una ‘follia’ che in realtà dura da troppo tempo, da troppi mesi senza che nessuno lanciasse un grido d’allarme vero e che alla fine è esplosa con una violenza tale da lasciare senza respiro. ‘Pagheranno fino all’ultimo giorno’ ha detto ieri ‘A porta a porta’ il ministro Maco Minniti riferendosi ai responsabili dell’uccisione di Pamela Mastropietro. Già, ma chi sta dietro a quelli che sono finora emersi (responsabilità certo tutta ancora da provare)? Troppi elementi stanno ad indicare un giro superiore, una rete di cui Macerata è solo una parte seppur rilevante data la presenza importante di extracomunitari. E in arrivo ce ne sono altri 400, ha annunciato in consiglio l’opposizione.
Macerata non aveva chance oggi al Mibact, lo sapevamo tutti: eppure una speranza c’era. Che cioè l’Italia volesse con una designazione ‘premiante’ sottolineare il caso di una città illustre per Cultura e Monumenti nel passato, in lotta per un futuro tutto ancora da definire tra droga e ricostruzione. “Tutte le candidate finali si meritano il titolo di Capitale, ma noi forse in questo momento di più” era stato detto dagli amministratori maceratesi nell’audizione finale al Mibact, appena due giorni dopo il sanguinoso raid del ‘giustiziere’ Luca Traini (“anche lui, rigorosamente, dovrà pagare” ha detto sempre da Vespa il titolare del Viminale).
Non c’è stato nulla da fare: sconti a Macerata di questi tempi (e quando mai?) non se ne fanno. E come PerugiAssisi il sogno torna nel cassetto. Peccato. Un’occasione perduta certo per la città dello scenografo più celebre del mondo ma …soprattutto perduta dal Palazzo romano.
16/02/2018 16:47:46

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