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MACERATA, DOPO IL 'GELO' TORNA LA MOVIDA

Maurizio Verdenelli
PAMELA. Marcia antifascista del Comune, domenica, mentre continuano indagini ed ipotesi sulla morte della diciottenne. Intanto i giovani tornano ad animare la notte del ‘giovedì universitario’ tra le camionette delle forze dell’ordine che presidiano il capoluogo marchigiano.



Marco Minniti, ieri sera intervistato da Bruno Vespa, ha auspicato pene severe per i responsabili della morte di Pamela Mastropietro e la distruzione del suo cadavere, ed uguale severità per il ‘giustiziere’ Luca Traini che, ha in buona sostanza dichiarato il ministro dell’Interno, non dovrà essere giudicato stroncando quell’alone di strisciante  ‘vicinanza’ che seppure con ironia occhieggia qua e là sui social o nei discorsi di alcune fasce della popolazione italiana.
Intanto da parte sua il Comune di Macerata, dopo il corteo dei ‘diecimila’ di sabato scorso, ne replicherà domenica prossima i contenuti con una manifestazione all’insegna: “Macerata è libera. Non violenta, antirazzista, antifascista”. E ci sarà pure lo striscione di Emergency il cui leader Gino Strada non aveva mancato di criticare chi prima aveva negato poi autorizzato il corteo di sabato 10 scorso. La città, liberata dai partigiani della banda Nicolò (comandata da Augusto Pantanetti, della stessa famiglia cui appartiene l’avv. Luciano, presidente del Consiglio comunale) torna a vestire il tricolore. Fu tuttavia una liberazione seguita da una sanguinosa battaglia, a Colbuccaro, contro l’esercito tedesco combattuta da ‘Nembo’ e ‘Volontari della Libertà’ come chi scrive rivelò trent’anni fa. Una battaglia, stavolta, ideale che il capoluogo deve continuare: nel ‘mirino’ non più l’occupante nazista, ma la droga. Questo il vero, concretissimo (arduo) target. Non a caso Pier Paolo Pasolini, in una corrispondenza con Moravia, scriveva qualche anno prima di essere ucciso, oltre 40 anni fa: “Mi chiedo caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato sulle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il dissenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente mentre il consumismo moderno striscia, si insinua e logora la società già moribonda”.
In ogni caso si marcerà, è negli auspici di tutti, anche nel nome di Pamela Mastropietro ormai emblema tragico della violenza sulle donne. Dalle indagini infatti appare emergere che la diciottenne romana sia stata volontariamente uccisa e, ancora da elementi autoptici raccolti, che sia stata stuprata. Un caso sempre più drammaticamente vicino a quello di Meredith, a Perugia: una città che a causa di quella tristissima risonanza ha subito un declino economico rilevante come la perdita di migliaia di iscrizioni all’ateneo sta a dimostrare. Anche a Macerata la gran parte degli iscritti ad Unimc, al pari di quello perugino, proviene da famiglie conservatrici del sud molto attente e sensibili rispetto a queste problematiche sociali. E’ certo che questa doppia tragedia proprio non ci voleva sui ‘nervi’ scoperti del capoluogo che si stava leccando le sue ferite, molte nascoste per pudore, del post sisma -con tantissime aule ancora chiuse in ateneo a cominciare dall’aula Magna di Giurisprudenza, ‘teatro’ dei convegni cittadini di maggior spessore. A parte il Gran corso mascherato che sfilerà sul percorso ‘dei diecimila’, nel pomeriggio nella stessa giornata di domenica, la speranza è che le audizioni di Musicultura, una manifestazione rivelatasi per giovani autori e musicisti, un lancio per Sanremo (ad iniziare da Cristicchi) servano a far rasserenare un clima davvero pesante. Più dell’antifascismo di facciata per il quale è stato bello ai tempi del ’68, sfilare e marciare per i giovani d’allora adesso over 70. I ragazzi maceratesi di oggi? Ieri sera, dopo il ‘gelo’ durato un paio di settimane, sono tornati ad animare il ‘giovedì universitario’: bottiglie di birra alla mano e simpatia gridata ed un ritorno di ‘movida’, pur tra le ‘camionette’ di polizia e carabinieri che controllano notte e giorno l’ex Civitas Mariae.
16/02/2018 02:53:05

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