INCOGNITA

Il destino di Ettore Majorana

Parte Seconda

Ufficio Stampa
Fonte: thexplan.net
UN GENIO IN VIA PANISPERNA

Il gruppo di Enrico Fermi a Roma era chiamato quello dei “Ragazzi di Via Panisperna”, dalla strada dove era situato il loro laboratorio. Majorana inizialmente si era iscritto a Ingegneria nel 1923 per poi passare a Fisica nel 1928 su pressione di Emilio Segre’. I primi lavori furono sui problemi di spettroscopia atomica ma, al tempo della sua scomparsa, Majorana aveva dato un contributo fondamentale alla fisica con vari studi sulle particelle, sulla fisica terrestre, ingegneria elettrica, termodinamica e reazioni nucleari. Pubblico’ pochissimo durante la sua attivita’ ma e’ stato possibile riscotruire il suo percorso sperimentale attraverso i manoscritti Quaderni e Volumetti custoditi alla Domus Galileiana di Pisa e in seguito pubblicati nel 2006.
All’Istituto di Fisica Enrico Fermi e i suoi collaboratori stavano svolgendo una serie di ricerche teoriche e pratiche sull’atomo che porteranno successivamente a risultati allora inimmaginabili (risultati che ancora oggi non sono stati compresi appieno in quanto coinvolgono anche realta’ al di fuori della nostra percezione fisica).
E’ su questo tema che iniziarono i contrasti tra Majorana e Fermi e, in seguito, tra Majorana e Heisenberg.
Leonardo Sciascia, nel suo libro “La scomparsa di Majorana” ha cercato di spiegare l’atteggiamento scontroso di Majorana nei confronti degli altri scienziati. Lo scrittore afferma che il rapporto tra Majorana e Fermi e’ sempre stato non solo da pari a pari (solo Majorana poteva discutere con Fermi, secondo Segre’) ma distaccato, critico, scontroso.

“...Qualcosa c’era, in Fermi e il suo gruppo, che suscitava in Majorana un senso di estraneita’, se non addirittura di diffidenza, che a volte arrivava ad accendersi in antagonismo...”

La stessa moglie di Fermi, Laura, scrisse nel libro “Atomi in famiglia” che Majorana mostrava un quasi totale disinteresse nell’applicare le sue straordinarie idee: le scriveva su un pacchetto di sigarette, ne accennava a Fermi e agli altri ma, quando questi approvavano, liquidava le sue stesse formule come “elementari” e le gettava via.
Le ore passate nella biblioteca dell’Istituto servirono a Majorana per capire a che punto la scienza era arrivata in Europa: studiava i lavori di P.M. Dirac, W. Heisenberg, W. Pauli, H. Weyl, E.P. Wigner e altri. Sviluppo’ un interesse dapprima prettamente scientifico ma poi, soprattutto dopo il suo viaggio in Europa, ossessivo nei confronti dei progressi della scienza nucleare. Nel suo taccuino scrisse:

“La maledizione nucleare incombe su di noi e un giorno dovremo renderle conto del nostro futuro”

La sua dote “profetica” nel precorrere i tempi, unita alla completa padronanza dei principi della Fisica Teorica, aveva immediatamente aperto la mente di Majorana alle conseguenze devastanti dell’applicazione dell’energia atomica. Tracce (se non esattamente prove) di un suo contatto con altre dimensioni o con esseri non umani (come avvenne con Tesla) indicherebbero che egli compi’ le scelte che influenzarono il suo destino proprio al ritorno dal viaggio in Europa.
Enrico Fermi scopri’ per caso la fissione nucleare nel 1934 (pur non comprendendone tutte le implicazioni); nel 1939 gli scienziati O.Hann, L.Meitner e F.Strassmann annunciarono che era possibile realizzare un nuovo tipo di reazione nucleare a catena con l’uso del processo di fissione (scissione dei nuclei di atomi pesanti tipo Uranio 235) per liberare l’energia dall’atomo.
Possibili applicazioni di tale procedimento sarebbero stati la creazione di una bomba atomica, oppure l’utilizzo della fissione controllata per scopi pacifici.
Negli anni Trenta accaddero i fatti piu’ importanti della nostra storia moderna:

1. Hitler prese il potere in Germania (attraverso una combinazione di elementi tra cui l’odio dei Tedeschi verso l’Europa dopo la Prima Guerra Mondiale e verso gli Ebrei che detenevano un potere praticamente assoluto sull’economia e sulla finanza; fondi neri fatti scaricare nelle casse del Partito Nazionalsocialista da parte delle grandi famiglie dell’elite polito-industriale-finanziaria Europea e Americana; presunti contatti “occulti” tra una ristrettissima cerchia di persone e una dimensione non terrestre che avrebbero favorito il dominio psicologico sulle masse ad una magnitudo e una rapidita’ senza precedenti, oltre ad una tecnologia che piazzava la Germania a un livello superiore a tutte le altre nazioni). Questo provoco’ l’effetto collaterale di “distribuire” le grandi menti scientifiche tra America (gli scienziati di origine ebrea vi si trasferirono in massa, tra cui lo stesso Fermi) e Germania (gli scienziati filo-Nazisti che, in seguito al crollo del Reich, vennero fatti segretamente uscire dalla Germania e portati in America attraverso vari itinerari sud americani – Progetto Paperclip). Su entrambe le sponde dell’Atlantico si perseguiranno tuttavia gli stessi studi e le stesse ricerche.

2. Il Manhattan Project viene attivato, implementato ed eseguito tra il 1939 e il 1946 negli Stati Uniti con il supporto di Gran Bretagna e Canada. Arrivo’ ad impiegare 130,000 uomini e piu’ di due miliardi di dollari. Tra gli scienziati coinvolti a diversi livelli al progetto figurano Oppenheimer (direttore scientifico del progetto), Serber, Einstein, Tesla, Von Neumann, Bohr, Bethe, Van Vleck, Teller, Bloch, Tolman, Konopinski. Coinvolse in massima parte i laboratori di Los Alamos, New Mexico (che, non a caso, e’ considerato il territorio dove opererebbero le basi sotterranee del consorzio Alieni/Umani per lo sviluppo di tecnologie atomiche, psioniche, e di manipolazione della materia) ma anche le maggiori universita’ americane (Stanford e Berkley su tutte). Il risultato di tale progetto fu la creazione della bomba atomica e il suo impiego nel 1945 sulle citta’ giapponesi di Hiroshima e Nagasaki. Ma al tempo del “lancio” ogni scelta a livello terrestre, intraterrestre ed esoterrestre era gia’ stata compiuta.

3. Il punto piu’ controverso e ancora mai ufficialmente provato: in quegli anni si sarebbe consolidato l’accordo tra un ramo del Governo USA e una delegazione di Alieni (sembra provenienti dalle costellazioni Orione e Draco) per la cessione di tecnologie avanzate (ma non delle formule di funzionamento), tra cui quella atomica, psionica e dell’antimateria, in cambio dell’approvazione scritta al prelevamento di animali e di esseri umani da parte delle razze aliene (che comunque avveniva gia’ da tempo) ufficialmente a scopo “di monitoraggio genetico per la preservazione dell’equilibrio cosmico” ma che poi in seguito si sarebbe rivelata essere immensamente piu’ terrificante e deleteria per l’uomo.
Le indagini e le rivelazioni di scienziati e ricercatori quali William Moore, William Hamilton, Val Valerian, Phil Schneider, Paul Bennewitz, John Lear, Bob Lazar, Thomas Castello e molti altri (alcuni dei quali hanno pagato con la vita le proprie scoperte) portano a credere che i contatti tra i tedeschi ed esseri extraterrestri fosse avvenuto intorno agli anni trenta, ma che gli USA avessero compreso la reale situazione del pianeta Terra gia’ negli anni venti (in seguito al crash di un velivolo con recupero di esseri biologici, oppure tramite contatto diretto), e cioe’ che il sottosuolo del pianeta e’ abitato da esseri non umani che si dicono piu’ antichi della razza di superficie, e che possiedono una tecnologia molto piu’ avanzata della nostra.
Il punto che qui intendiamo sottolineare e’ che, e dal punto di vista scientifico e da quello delle “alleanze”, sia Germania che USA avrebbero potuto arrivare allo stesso risultato riguardo alla tecnologia atomica ma gli scienziati tedeschi si sarebbero rifiutati. Perche’?
Teniamo a mente questi tre punti mentre proseguiamo nella storia di Ettore Majorana.

[CONTINUA]
11/12/2018 17:55:26

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