ATTUALITÀ/Marche/umbria

I Baustelle a Camerino.
Un tour nelle universita'
per "fare un '68,
una pacifica occupazione"

Ufficio Stampa
Mercoledì 5 dicembre alle 15. A moderare il giornalista di Robinson Luca Valtorta

 


Un’occupazione pacifica in alcune piccole realtà universitarie della provincia italiana per poter incontrare i giovani e parlare di ieri, di oggi, di domani a chiusura dell’anniversario di un periodo storico di incredibile fermento culturale, il Sessantotto.

Questa l’idea alla base del tour che i Baustelle, gruppo musicale indie rock italiano tra i più apprezzati dai giovani, stanno facendo in tre Università italiane e che li porterà mercoledì 5 dicembre alle 15 proprio a Camerino, presso la sala convegni del Rettorato.

Un momento per incontrare gli studenti in maniera informale e intima, cercando un contatto e uno scambio produttivo tra musica e parole. Organizzato da Unicam con il sostegno dell’Associazione Musicamdo e di Tam Tutta un’altra musica, il tour toccherà anche l’Università di Pescara (martedì 4) e si concluderà, dopo la tappa di Camerino, all’Università di Siena (mercoledì 12).

L’idea proposta dal progetto dei Baustelle è stata approvata a stretto giro dall’Università di Camerino.

Il risultato del progetto è quello di “Fare un ‘68, una pacifica occupazione” che i Baustelle (Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini, insieme al chitarrista della band Andrea Faccioli) terranno nei tre atenei italiani.

Dall’interessamento del direttore di Repubblica Mario Calabresi, cui Francesco Bianconi ha raccontato in modo quasi confidenziale l'idea, è poi discesa la possibilità di affiancare ai BAUSTELLE negli incontri un uomo di parola in veste di moderatore. Sarà infatti il giornalista di Robinson Luca Valtorta a fare gli onori di casa affiancando i Baustelle all’Università di Camerino.

 

«Entriamo, nudi, sinceri, unplugged; abbiamo due chitarre, un piccolo harmonium, e cinque o sei canzoni – raccontano i Baustelle - Questo non è un concerto: è che il ghiaccio in qualche modo va rotto. Questo non è un concerto, non è una festa. Non siamo venuti a festeggiare. Non siamo venuti a promuovere un disco. Non siamo venuti neanche a inscenare un dibattito, di quelli autocelebrativi; non siamo qui a dirvi “formidabili quegli anni”. – e concludono - Siamo venuti a sentirvi parlare».

 

L’ingresso a tutti gli eventi è libero fino ad esaurimento posti con precedenza per gli studenti degli atenei.
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Emanuela Sabbatini
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01/12/2018 10:46:41

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