ATTUALITÀ

MACERATA/TRIBUNALE BLINDATO...PENSANDO A TRAINI

I tre giovani nigeriani arrestati restano in carcere

Maurizio Verdenelli
LA MORTE DI PAMELA. Il quarto, indagato, si professa anch’egli innocente ma  collabora. L’Università si interroga sulla città ‘smarrita’. Il nuovo questore inizia la guerra ‘di liberazione’ dalla droga, puntando sulle aree attorno alle scuole. Intanto un ventenne della Guinea arrestato in pochi giorni due volte (una terza a settembre) per detenzione di ‘sostanze’, è stato rimesso in libertà.



I dieci giorni che sconvolsero Macerata (utilizzando John Reed); di più: un febbraio rosso shocking ed ancora: ‘Lasciate in pace la città (della Pace)’,  ‘Ed ora? Noi a raccogliere i cocci’ e forse definitivamente meglio ‘Prendetevi cura di Macerata, che rimanga al centro delle migliori attenzioni per il suo risorgimento dopo tanti appelli a vuoto, straziata da falsi populismi e falsi pietismi’. E mentre l’università si riunisce in conclave a ripensare sociologicamente ‘la città smarrita’, nuovi cordoni di polizia hanno blindato (out anche i cronisti) questa mattina i punti nevralgici. In particolare il palazzo di Giustizia che proprio il 3 febbraio era nel mirino di Luca Traini che meditava di fare irruzione nell’aula di giustizia dove Innocent Oseghale si presentava davanti al giudice per la convalida del fermo in merito alla morte di Pamela Mastropietro. Ed oggi anche per gli altri due Desmond Lucky e Lucky Awelima il gip Giovanni Manzoni ha convalidato l’arresto per tutti i capi d’incolpazione: omicidio, vilipendio ed occultamento di cadavere. Ha parlato Desmond Lucky –che ha diviso l’alloggio in via dei Velini con uno dei feriti, il più grave, di Luca Traini; il maliano Mahamadou Toure- dichiarando completa estraneità, ammettendo solo di conoscere Oseghale con cui telefonicamente si  sentiva per ‘le giocate all’Eurobet’. Nelle indagini è finito un quarto nigeriano. Quale il suo ruolo nella fosca vicenda? Tutto da chiarire in base alle analisi sulle impronte di una scarpa nel sangue della diciottenne romana. Si è professato anch’egli estraneo ma collabora attivamente alle indagini su un caso di cui continua a restare oscuro il movente. Omicidio rituale? Gli inquirenti smentiscono. Intanto: perché quel trolley rosso e quella valigia in bella vista lungo una strada trafficata, quasi all’apparenza pronti ad essere presi in consegna da un ipotetico qualcun altro se non fosse intervenuto il taxista camerunense. Che sul posto aveva condotto Oseghale con la sua Opel (ieri ancora rilievi dei Ris) ed insospettito era ritornato sui suoi passi aprendo i due ‘tragici’ contenitori e inorridito aveva dato l’allarme? Sono interrogativi che il cronista autonomamente si pone: risposte, Oseghale ne ha date pochissime e del tutto insufficienti a chiarire il quadro.
Intanto la città, a cominciare dal suo vescovo, si chiede quando verrà liberata dallo spettro droga. La ‘guerra di liberazione’ inizia da dove sono partite negli ultimi giorni tutte le marce soprattutto nel nome di Pamela (anche la portavoce del corteo antifascista ha tenuto a sottolinearlo): i Giardini Diaz, una volta parco e galoppatoio del signore di Macerata per antonoma, il conte Pieralberto Conti, amante della Cultura, dell’Arte, della Lirica, delle carrozze, e dunque soprattutto dei cavalli. Ma i ‘cavalli’ attuali, a Macerata, sono quelli dei centri dello spaccio e delle mafie che gestiscono le ‘sostanze’. La città è intanto perplessa  per l’ennesimo caso che ha visto un ventenne della Guinea Bissau (a Macerata vive in tenda: è un richiedente asilo). Arrestato per spaccio l’ 8 febbraio a forte Macallè a Macerata (e a settembre a Tolentino) è stato fermato ancora nella stessa zona per gli stessi reati. Per il caso di qualche giorno fa quattro mesi di reclusione e sospensione della pena, obbligo di firma nel secondo procedimento che riprenderà l’8 marzo. Il giovane è tornato libero con l’obbligo di non dimorare in città. Il nuovo questore ‘antidroga’, Antonio Pignataro, avrà dunque molto da lavorare, mentre mozioni di solidarietà sono state rivolte da vari settori all’indirizzo di Vincenzo Vuono, fino a domenica, a capo della questura maceratese ‘travolta’ dal corteo antifascista e soprattutto dagli scontri in piazza con Forza Nuova. Intanto Pignataro, nel mentre lancia l’offensiva antispaccio intorno alle scuole e nei territori comunali della provincia, ha disposto la blindatura di piazza Garibaldi con il controllo delle tante auto di passaggio e della ‘popolazione’ che stabilmente vi ha preso piede intorno alla storica statua dell’Eroe dei Due Mondi. E mentre la comunità dei nigeriani (il portavoce Sammy Kunoun) assicura la massima solidarietà alla famiglia di Pamela chiedendo anche che giustizia sia fatta attorno ai fatti del 3 febbraio, al centro della scena ci sono le tre onlus specializzate nell’accoglienza. Nessuna evasione fiscale, sempre lavorato regolarmente: hanno assicurato dopo l’inchiesta della Finanza. Che tuttavia nella visionarietà di tanti il termine ‘migranti’ cominci a ‘scottare’ è dimostrata da un episodio a Civitanova. Alla marcia della pace organizzata per sabato da parrocchie ed Azione Cattolica, dedicata ufficialmente a migranti e rifugiati, la comunicazione sui manifesti si avvale di una circonlocuzione: ‘uomini e donne in cerca di pace’.
Ed ora spazio anche al carnevale cinese e seppure in tempo di quaresima a tutte le manifestazioni di fine settimana terminando con il Grande Corso mascherato a Macerata, rinviato domenica scorso, a causa del corteo dei diecimila. Un po’ di relax, please, per il capoluogo.
14/02/2018 18:25:42

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