ECONOMIA

Il ruolo dell'Italia
nel Mediterraneo

Corso di Internazionalizzazione 2017/2019 I.T.S. Academy, UMBRIA

Nicolo' Calabresi
Questo e gli articoli che verranno pubblicati nelle prossime settimane rappresentano una fase dell'unità didattica di Analisi Geopolitica nel corso di Internazionalizzazione dei Mercati presso l'ITS Academy Umbria, un istituto di formazione tecnica e professionale di alto spessore. La classe che ho avuto quest'anno è stata di 25 ragazzi creativi, intelligenti, con un grande desiderio di realizzare i propri obiettivi personali e di gruppo. Per questo ho deciso di premiarli chiedendo a CdS di pubblicare le loro analisi su tematiche da me suggerite, con l'augurio che alcuni di loro possano agire da protagonisti nella ripresa del grande Paese che è l' Italia.

Diego Antolini




Leopardi nella celebre poesia “L’infinito” scrisse “e il naufragar m’è dolce in questo mare”, una profezia sul destino dell’ Italia? Probabilmente no, eppure sembra una fotografia della situazione attuale del Bel Paese.
La posizione dell'Italia nel centro del Mediterraneo è sempre stata molto strategica, questo ha permesso all'Italia di essere il paese più potente del mondo, ma sfortunatamente questo è stato tanto tempo fa.Guerre, unioni, scoperte e politici discutibili, hanno lentamente indebolito l’Italia. Ma quale è il ruolo dell'Italia nel Mediterraneo al giorno d'oggi e in che modo il Paese sta sfruttando la sua invidiabile posizione geopolitica?
Per rispondere parzialmente a queste domande, è opportuno fare riferimento al rapporto pubblicato il 26 novembre 2017 dal Ministero degli Affari Esteri italiano, Angelino Alfano, intitolato "La strategia italiana nel Mediterraneo”. Riassumendo:
    • Nonostante i numerosi fattori di instabilità, il Mediterraneo è ancora una risorsa per l'Italia, infatti il ​​30% del commercio mondiale di petrolio e il 20% del traffico marittimo passano in questa zona.
    • Viene sottolineata la posizione dell'Italia in Siria e la sua volontà di risolvere il conflitto con la diplomazia.
    • Il supporto dell'Italia nel contrastare l'Isis.
    • L'obiettivo di sviluppare una partnership multisettoriale con la Libia.
    • L’impegno italiano nelle missioni ONU nel Mediterraneo in Libano, Cipro e nei Balcani.
    • Circa 650.000 migranti sono arrivati ​​in Italia dal 2013, di cui 181.436 solo nel 2016, mentre nel 2017 ben 104.760. Per alleviare il fenomeno, l'Italia ha istituito il Fondo africano, che sostiene iniziative di supporto tecnico, formazione e assistenza nella lotta contro la tratta di esseri umani.
Gran belle parole, ma nonostante il rapporto si chiama "La strategia italiana nel Mediterraneo" vengono fatti conoscere solo gli obiettivi e le azioni già avviate, non ci sono tracce di concreti programmi futuri. La verità è un po' diversa, nel rapporto molti fattori non vengono considerati.
Il documento si riferisce vagamente al progetto cinese di investimento per la creazione di una Nuova Via della Seta, il cui obiettivo è creare un enorme canale commerciale globale che collegherà la terra e il mare dell'Oriente al mondo occidentale, ma il ruolo che l'Italia potrebbe svolgere in questo progetto non è esplicitato. Pechino guarda al Mediterraneo come uno dei pezzi del suo ambizioso piano, e la mancanza di un paragrafo dedicato a questo argomento lascia il dubbio che l'Italia non sia pronta ad assumere il ruolo che svolge nel commercio nella zona mediterranea.
L'Italia è una base per l'esercito americano. Ci sono circa 113 basi e installazioni militari statunitensi nel territorio italiano, un fatto piuttosto spaventoso che rivela quanto l'Italia sia sottomessa.
Ciò consente agli Stati Uniti di controllare il mondo arabo, le fonti di petrolio e le rotte dell'oro nero. Il paese ospita anche diverse basi ONU per il mantenimento della pace internazionale. L'Italia ha dato il permesso di decollare a droni armati dal suo territorio per difendere i soldati impiegati contro l'isis.
La situazione geopolitica italiana è in netto contrasto con i propri interessi reali, che si oppongono a quelli degli Stati Uniti, che ovviamente seguono strategie funzionali per i loro obiettivi di dominio eurasiatico e planetario. Sfortunatamente "i popoli che non sanno come portare le loro armi sono destinati a portare quelli dei loro vincitori".
La geografia come la storia non può sopportare scelte così contrarie al senso comune. E per i popoli che ignorano o contraddicono il ruolo geografico loro assegnato dal destino non c'è futuro. Quindi cosa può fare l'Italia per cambiare la sua situazione nel Mediterraneo? Niente. Negare agli Stati Uniti la loro presenza militare è impossibile; durante la storia moderna hanno preso troppo potere.
Ma alla fine questo non rappresenta un problema per l'Italia, perché chi non vorrebbe aiutare il paese più potente del mondo? I problemi sono ben altri, come l'instabilità politica, la disoccupazione e il debito pubblico. Dal punto di vista economico, l'Italia può ancora fare molto con la sua posizione geografica, con strategie a lungo termine, soprattutto accogliere la volontà della Cina di coinvolgere l'Italia nella Nuova Via della Seta, anche se tale scelta potrebbe essere pericolosa.
Il rafforzamento dei porti sta cominciando, ma non possiamo sapere come l'Italia restituirà i prestiti alla Cina; solo il tempo saprà rispondere, ma dando uno sguardo al debito pubblico con debiti della prima guerra mondiale questo sembra essere un problema per le prossime generazioni.
Parlando di immigrati, l'Italia dovrebbe usarli come risorsa invece di sfruttarli per politiche nazionaliste che ricordano le follie del secolo scorso.
In fin dei conti il ruolo dell'Italia nell'area del Mediterraneo sembra quello di essere una base militare e un rifugio per gli immigrati, anche se con scarse probabilità la speranza che le cose possano cambiare ancora rimane, ma senza miracoli o conflitti il mondo sarà così per molto, molto tempo.
25/10/2018 18:35:10

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